La 'Firenze globale' del 1600 attraverso il viaggio intorno al mondo di Carletti
ANSA - Cultura

La 'Firenze globale' del 1600 attraverso il viaggio intorno al mondo di Carletti

Mercoledì 7 ottobre 2026
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Alla Biblioteca Laurenziana mostra con 69 opere ripercorre esperienza del giovane mercante

Alla Biblioteca medicea Laurenziana una mostra sulla prima globalizzazione vista da Firenze, attraverso il viaggio intorno al mondo del giovane mercante e trafficante di schiavi (poi pentito), Francesco Carletti, tra la fine del 1500 e l'inizio del 1600.
    L'esposizione 'Firenze Globale - Il mondo di Francesco Carletti, c. 1573-1616' è stata presentata oggi e sarà visitabile dal 9 ottobre al 9 gennaio. Utilizzando l'itinerario di Carletti, dalla partenza per Siviglia nel 1591 al ritorno nel 1606, la mostra esplora Firenze come centro globale di commercio, diplomazia e circolazione delle conoscenze. Prima meta, insieme al padre Antonio, Capo Verde, per acquistare schiavi da rivendere nelle Americhe, in cambio di argento. Poi l'approdo illegale in Asia, con le Filippine, il Giappone (acquisterà schiavi coreani che libererà in seguito), quindi Macao (dove il padre muore), la Cina, per comprare porcellane e l'India. Da lì il ritorno in Europa, con la cattura e la confisca del cargo da parte di pirati olandesi al largo di Sant'Elena e infine il rientro a Firenze nel 1606.
    In mostra 69 opere, tra cui stampe, disegni, manufatti, prestati da Archivio di Stato di Firenze, Museo Stibbert e altri, incluse collezioni private. Tra i pezzi più significativi, l'Atlante Carletti della Biblioteca Nazionale di Firenze, esposto per la prima volta, una katana giapponese del 1600 proveniente dallo Stibbert, una copia dello Shahnameh il poema epico nazionale persiano, conservata alla Laurenziana.
    "I nostri spazi espositivi - afferma la direttrice della Biblioteca medicea laurenziana Francesca Gallori - riaprono dopo diversi mesi con una mostra dedicata a uno dei tanti fiorentini curiosi e viaggiatori che hanno costellato la storia della città". "E' un fiorentino poco conosciuto, anche come esploratore - spiega Giorgio Riello dell'Iue, co-curatore della mostra insieme a Paula Findlen della Standford University ed a Brian Brege della Syracuse University -. E' ricordato, erroneamente fra l'altro, come colui che ha portato il cioccolato a Firenze. Impossibile, visto che delle Americhe andò poi in Asia. E' un tentativo di recuperare una voce importante che ci permette anche di dare degli spunti di differenti rispetto alla storia della città e delle sue relazioni con il mondo".
   

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