De Capitani in scena con Miller e i ragazzi della D'Amico, 'Siamo a un passo dal '29'
'La bolla dell'IA può scoppiarci sotto il naso'. Debutto il 14 ottobre al Vascello a Roma
"Non ce ne rendiamo conto, ma oggi siamo come nel 1929, prima del grande crollo delle borse. La bolla dell'Intelligenza artificiale può scoppiarci sotto il naso". Al teatro Vascello di Roma, il 14 ottobre debutta "L'orologio americano", scritto da Arthur Miller, con regia di Elio De Capitani, direttore artistico dell'Elfo Puccini di Milano. In scena, gli allievi dell'accademia Silvio D'Amico.
"Quando c'è stata la quotazione di Musk - racconta De Capitani - mi è tornata in mente la battuta di un finanziere americano degli anni Venti. Vide salire esponenzialmente le azioni della società che stava costruendo l'aereo con cui sarebbe stata fatta la traversata dell'Atlantico. Pensò: solo un'illusione può passare da uno a 67 dollari in tre ore. E infatti, nel giro di due anni, tutto andò a catafascio". Per lo spettacolo, repliche fino al 18 ottobre al Vascello di Roma e, dal 23 al primo novembre, all'Elfo Puccini a Milano. "Che cosa caratterizza un capolavoro? - chiede De Capitani - Che non segna solo la sua epoca, ma sa parlare a quelle successive con la stessa incandescenza. L'Orologio americano parla al pubblico di oggi. Ha saputo parlare anche ai 18 attori ventenni che ci si sono tuffati per metterlo in scena".
Il testo è del 1980. "Parla del giovane Lee Baum e della sua famiglia, che in filigrana è quella di Miller, drammaticamente vittima del grande crollo del 1929 a Wall Street. Ma, nel suo viaggio per cavarsela nella grande depressione, attraversa l'intera America, dalle città, ai grandi fiumi come il Mississippi, alle campagne in lotta contro fame ed espropriazioni". In scena artisti fra i 20 e i 25 anni. "Non pensate di trovare sul palco attori in erba: sono già di pirotecnica bravura. Interpretano oltre 60 personaggi in un circo costruito dalle meravigliose scenografie di Carlo Sala.
Musiche di Mario Arcari. Certo, ho avuto il lusso di lavorare due anni a questo progetto, abbiamo vissuto insieme un viaggio, non un semplice allestimento teatrale. Chi vedrà lo spettacolo se ne accorgerà. C'è qualcosa di unico e di impagabile in questo ensemble di attori".
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