Torna Agorà, una stagione itinerante tra giovani, memoria e attualità
22 appuntamenti dal 14 novembre al 22 maggio
'Orizzonti dell'animo, orizzonti del mondo' è il titolo della nuova stagione di Agorà, il progetto teatrale itinerante che coinvolge gli otto Comuni dell'Unione Reno Galliera, nel bolognese. Un cartellone che intreccia teatro contemporaneo, giovani compagnie, memoria, cura e relazioni, portando gli spettacoli anche fuori dai tradizionali spazi teatrali. "Agorà è un progetto - ha sottolineato Alice Vecchi, sindaca di Bentivoglio e delegata alla Cultura dell'Unione, alla presentazione - che mette in dialogo gli otto Comuni e avvicina cittadini e cittadine alla cultura, e ha la capacità di confrontarsi con il presente con temi attuali e critici".
La stagione, diretta da Alessandro Amato (è la sua sesta), si inaugura il 14 novembre a Castello d'Argile con 'La guerra non è ancora cominciata', spettacolo corale ispirato al testo dell'autore russo Durnenkov. Tema del conflitto che ritorna nello spettacolo conclusivo (22/5), 'L'autunno dei succubi', prodotto da Liberty in collaborazione con Ert.
"Il titolo nasce guardando al sentire della stagione - ha spiegato Amato - caratterizzata dalla presenza di molte compagnie giovani. Non è una scelta predefinita: la nostra linea guida resta proporre teatro di qualità. Lo sguardo delle nuove generazioni può aiutarci a riscoprire qualcosa che abbiamo perso crescendo". Tra gli appuntamenti figurano 'Ivan e i cani', sul rapporto tra umanità e animali, 'Dedicato', lavoro sulla diagnosi del tumore al seno nato proprio nel territorio di Bentivoglio, 'Amore travestito', rilettura napoletana dell'Amleto, e autori emergenti come Diego Pleuteri con 'Madri'.
Spazio anche a sostenibilità ed ecologia, con nuove collaborazioni culturali sul territorio, e alla memoria: in programma spettacoli dedicati alla Shoah, al disastro di Chernobyl e alla partigiana Irma Bandiera. Non mancano incontri con le compagnie, iniziative per le scuole e la collaborazione con il Premio Alberghini, dedicato ai giovani musicisti classici. L'obiettivo, ha concluso Amato, non è offrire risposte definitive, ma lasciare aperte domande e prospettive, immaginando orizzonti possibili attraverso il teatro.
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