Andrea Pezzi, 'si torni all'umano contro il declino delle democrazie'
Un libro e uno spettacolo per parlare di noi e l'IA in un mondo che cambia
(di Chiara Venuto) ANDREA PEZZI, 'LA NOSTRA ODISSEA' (Il Saggiatore, pp. 250, euro 18).
"Rinunciare all'uomo è il grande male del nostro tempo": l'appello è di Andrea Pezzi, imprenditore e fondatore di Mint, che torna in libreria con 'La nostra Odissea' (Il Saggiatore, pp. 250, euro 18) e continua la sua tournée teatrale con lo spettacolo 'Intelligenza naturale'.
Da lui arriva una riflessione sull'intelligenza artificiale e il mondo in cui viviamo, che parte da un pensiero apparentemente controintuitivo: tornare alle radici dell'essere umano. Nel libro ciò avviene attraverso il mito di Ulisse, ripercorso per riflettere sulla storia dell'umanità e le azioni e i simbolismi dietro i personaggi. Invece con lo spettacolo, per la regia di Clemente Pernarella e con musiche, voce e chitarra di Giua, Pezzi vuole stimolare le persone a ragionare sulla trasformazione "epocale" che stiamo vivendo.
"Credo che ci sia un enorme bisogno di un dibattito culturale attorno all'idea di umanità", spiega all'ANSA Pezzi.
"L'intelligenza artificiale, e in generale la crisi delle democrazie occidentali, sono temi che meritano un livello di riflessione politica nel senso alto del termine: non dentro i palazzi, ma dentro il cuore e la testa delle persone - prosegue -. Questo perché stanno succedendo cose che sono sotto gli occhi di tutti e lasciano abbastanza perplessi".
Pezzi, che come imprenditore lavora quotidianamente con i temi dell'IA, non nasconde la preoccupazione per la deriva delle democrazie così come le conosciamo. "Con la rivoluzione francese è iniziata l'epoca delle democrazie, perché i potenti di allora hanno capito che dovevano fare i conti col popolo - argomenta -.
Ma nel momento in cui tu hai la robotica, l'IA, che governano i sistemi di controllo sia da un punto di vista economico-finanziario (come succede già in Cina) che militare, è chiaro che potendo gestire così le masse la democrazia non 'serve' più. Credo oggi ci siano dei tentativi da parte delle élite di mettere in circolo odio e paura, come sta avvenendo per gli Epstein Files e a Minneapolis, affinché ci siano delle rivolte sociali che questa volta saranno controllate con la tecnologia. Questa élite è in grado di annichilire ogni singola libertà individuale: basta vedere cosa è stato fatto a Francesca Albanese. È sufficiente azzerare i conti correnti: così, si limita la capacità di manovra di una persona in un secondo".
Secondo l'autore, esiste il rischio di una deriva tecnocratica. "C'è un'élite di persone che rischia un giorno di far dire: 'Se questo è lo schifo del governo umano allora meglio l'IA' - sostiene -. Allora sì che ci sarà la tecnocrazia, perché se questo è il livello dei politici, il pensiero successivo è: 'Ma non possiamo mettere delle macchine al potere, che almeno non stuprano bambini?'. Per questo il pensiero umanista è così importante. Dobbiamo capire che gli esseri umani quando hanno delle malattie mentali non possono reggere un sistema di potere.
C'è un tema di pedagogia del potere che va affrontato".
L'obiettivo di Pezzi è perciò creare un cambiamento stimolando il dibattito. "Quando vedi succedere certe cose, il dubbio che siamo alla fine dell'era delle democrazie ti viene. È un tema che puoi vedere da un punto di vista politico, da uno esistenziale e filosofico, oppure da uno tecnico - prosegue -.
Sul palcoscenico e nel libro porto pensieri che stimolano sulla base di queste tre dimensioni. Non possiamo non affrontare questi argomenti, perché se non si crea un humus culturale al riguardo il legislatore non è in grado di intervenire, perché si muove sulla base del consenso. Quanto più è largo il pubblico che si occupa di queste tematiche, anche senza capire granché, tanto più è la possibilità di generare un'evoluzione e un progresso positivo". Le prossime tappe del tour dei teatri saranno a Bologna (16 febbraio), Solomeo (26 febbraio), Torino (15 marzo) e Jesolo (20 marzo).
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