'Incendi', in scena il capolavoro di Wajdi Mouawad per spezzare la catena dell'odio
ANSA - Cultura

'Incendi', in scena il capolavoro di Wajdi Mouawad per spezzare la catena dell'odio

Mercoledì 28 ottobre 2026
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Al teatro Verdi di Padova inaugura la stagione 2026 dello Stabile del Veneto

(di Mauretta Capuano) La catena dell'odio e il potere del perdono. Il mondo che brucia tra guerre e violenza viene portato in scena da 'Incendi', il capolavoro del drammaturgo libano-canadese Wajdi Mouawad che debutta in prima nazionale il 28 ottobre al Teatro Verdi di Padova dove resterà fino al 3 novembre. Lo spettacolo, slittato dal 27 al 28 ottobre a causa dello sciopero dei lavoratori, inaugura la stagione del Teatro Stabile del Veneto-Teatro Nazionale 2026-2027. Con la regia di Marco Lorenzi e con Frédérique Loliée e Filippo Dini, la piece rielabora il mito di Edipo Re di Sofocle con una indagine a ritroso nel passato alla ricerca della verità. Per il debutto dello spettacolo è arrivata in libreria per Einaudi anche una nuova traduzione di 'Incendi' fatta da Monica Capuani.
    Al centro della storia una donna, Nawal, che attraversa il destino, lo subisce e cerca di trasformarlo. Alla sua morte lascia ai suoi figli gemelli, Jeanne e Simon, due lettere da consegnare: una al padre che credevano morto e l'altra al fratello di cui ignoravano l'esistenza. Una volta assolto questo compito potranno aprire una terza lettera destinata a loro. I due gemelli partono così per il paese d'origine in Medio Oriente, ricostruiscono la vita della madre durante la guerra civile in Libano, l'amore proibito, il figlio che le è stato portato via, la prigionia.
    "La scelta di 'Incendi' nasce dalla bellezza della scrittura di Mouawad prima che dei temi trattati. Il testo teatrale è un'indagine alla ricerca del padre e fratello mescolato a moltissimi flashback che raccontano tutta la vita di questa donna, dall'infanzia a fino a poco prima di morire. Il presente si mescola con il passato continuamente" dice all'ANSA Filippo Dini, attore, regista, direttore artistico della Fondazione Teatro Stabile del Veneto che nella piece veste il ruolo del notaio che leggerà ai gemelli il testamento della madre. "Per tutto il dramma veniamo a conoscenza di atrocità terribili, violenze, assassini. Alla fine quello che ci portiamo a casa è il fatto che noi siamo imprigionati nella rabbia, ma possiamo spezzare questo filo, questa eredità. Nawal - sottolinea Dini - ha imposto da morta ai suoi figli gemelli di fare questo viaggio di ricerca per riappropriarsi della verità, per spezzare il filo della rabbia una volta per tutte. Questo è già un buon motivo per mettere in scena 'Incendi'. Quando si parla di guerra, di odio, di atrocità, pensiamo sia qualcosa di lontano, che non ci riguarda e invece sono quotidiani e si alimentano in vari modi nel nostro presente. Dobbiamo fare di tutto per interrompere la catena dell'odio".
    Il mito di Edipo è ripreso in questa storia "molto alla lontana. La scrittura di Mouawad ha a che fare con i temi universali. Marco Lorenzi aveva già fatto la regia del testo manifesto di Mouawad 'Come gli uccelli' e mi è sembrato giusto fosse lui il regista di 'Incendi'. Il mio ruolo di notaio - dice ancora Dini - mi piace moltissimo perché accompagna il viaggio di questi due ragazzi e alla fine anche lui ne uscirà cambiato.
    Come Teatro Stabile del Veneto abbiamo puntato moltissimo e ci crediamo tantissimo a questo spettacolo. È uno dei testi più importante di questo autore, che è stato direttore fino a marzo 2026 del Théâtre National de la Colline a Parigi e speriamo ci venga a trovare".
    Incendi fa parte di una tetralogia, Il sangue delle promesse, da cui è stato tratto nel 2010 il film 'La donna che canta' di Denis Villeneuve. Nawal quando viene imprigionata è sopranominata proprio "la donna che canta" perché ogni giorno si dedica al canto per sopportare le torture e questo le salverà la vita. Ma poi, alla fine, sceglierà il silenzio per cancellare quel passato.
    'Incendi' a novembre sarà poi al Teatro Del Monaco di Treviso e al Teatro Goldoni di Venezia, prima di partire per una tournée nazionale in alcune delle maggiori piazze teatrali italiane.
    Appuntamento il 30 ottobre alle ore 18.00 nel Foyer del Verdi con il cast dello spettacolo di cui fanno parte anche Aleksandar Cvjetkovic, Elio D'Alessandro, Gennaro Di Biase, Giovanni Drago, Barbara Mazzi, Emilia Piz, Sara Verteramo. In questa stagione dello Stabile Veneto il tema del classico è molto presente.
    "Porteremo in scena una versione ridotta rispetto a quella che ho fatto a Siracusa dell'Alcesti di Euripide ed Ecuba con la riscrittura dell'irlandese Marina Carr. C'è una necessità - conclude Dini - che non è del tutto consapevole di ritornare alle grandi storie e domande universali in una epoca così cupa e tragica come la nostra".
   

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