Elena Loewenthal, 'Netanyahu non ha perso né vinto ma le cose sono cambiate'
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Elena Loewenthal, 'Netanyahu non ha perso né vinto ma le cose sono cambiate'

Mercoledì 28 ottobre 2026
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"Il boom dei partiti arabi è il vero dato significativo di questo voto"

 "Non c'è stato il capovolgimento, ma le cose sono cambiate. Il blocco di Gadi Eisenkot è forte. Nessuno raggiunge i 61 seggi necessari per governare. Anche se Netanyahu rigovernasse non potrà più contare sulla maggioranza che aveva prima, non ha perso e neppure vinto, poteva prendere un po' meno, comunque è stato sconfitto in una certa misura. Certo, è sorprendente che lui, che non rappresenta oggi la società israeliana abbia avuto tutto questo consenso. Il suo partito, Likud, resta il primo, ma è l'unico partito storico rimasto e Israele non può spazzarlo via". Lo dice all'ANSA Elena Loewenthal, scrittrice, traduttrice, insegnante universitaria, giornalista, studiosa della tradizione ebraica, addetta culturale all'Ambasciata d'Italia a Tel Aviv dal 2015 al 2017.

"Certo non è una rivoluzione, le anime belle in Europa e nel mondo si aspettavano che Netanyahu fosse azzerato dal voto, ma era del tutto improbabile e assurdo. L'odio e la demonizzazione che è stata fatta di Netanyahu lo hanno aiutato" dice la studiosa mentre avviene lo spoglio dei voti delle prime elezioni israeliane dopo il massacro del 7 ottobre 2023. "La cosa interessante è l'ingovernabilità del Paese che è una costante del Paese. Non credo si arriverà di nuovo alle elezioni come è stato anni fa e si è dimostrato inutile. Tireranno fuori qualche inventiva. E' tutto più complesso, intricato e impensabile di quello che ci si aspettava. Non sono pessimista, non lo sono mai stata per queste elezioni. Era davvero impensabile vedere il crollo del Likud. Dovranno inventarsi qualcosa. Le liste arabe sono l'ago della bilancia. Questi casini succedono solo dove c'è la democrazia e corrispondono alla complessità della società di Israele. La vedo come una grande prova. Ho fiducia nel Paese, non nei suoi governanti" sottolinea Loewenthal.

"Chiunque faccia il governo - aggiunge - deve erodere qualcosa alla coalizione opposta. Vedo difficile per Netanyahu scendere a patti con qualcuno delle altre coalizioni. Forse il partito di Eisenkot, ex capo di Stato Maggiore, ha più probabilità di farlo. Mi auguro che riesca a fare una coalizione e apra ai partiti arabi. Il boom dei partiti arabi è il vero dato significativo di questo voto. Gli arabi in Israele sono 2 milioni e mezzo, è una grande minoranza ed è giusto siano rappresentati. Prima non andavano a votare, boicottavano le elezioni. Questo Parlamento per formare il governo dovrà mettere mano alle coalizioni pre-ordinate. E' un segno di grande democrazia".

L'enorme affluenza? "Non si registrava un'affluenza così grande da 40-50 anni. Ha battuto tutti i record la mattina. La gente ha sentito il dovere di andare a votare . E' bello se pensiamo alla pigrizia delle vecchie democrazie. Ovvio che è un Paese che vive nell'emergenza" sottolinea Loewenthal che è stata direttrice della Fondazione Circolo dei lettori di Torino dal 2020-2025.IL suo ultimo libro arrivato in libreria è 'Il tempo dei chissà' (Einaudi) in cui attinge anche alla storia della sua famiglia.

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