Danilo Mussi racconta Bernardo Gilli (Gigli) e altri 'giganti' di Riva e Ledro
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Danilo Mussi racconta Bernardo Gilli (Gigli) e altri 'giganti' di Riva e Ledro

Giovedì 29 ottobre 2026
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Storia dell'italiano più alto di sempre

DANILO MUSSI, "BERNARDO GILLI (GIGLI) E ALTRI GIGANTI DI RIVA E LEDRO", (Casa editrice "Il Sommolago", pag. euro) L'italiano più alto di sempre si chiamava Bernardo Gigli, o Gilli come le stampe di tutte le corti d'Europa lo chiamavano e lo raffiguravano. Era alto quasi 2 metri e 60. Nessun italiano l'ha mai superato, e nel Settecento, quando è vissuto, era l'uomo più alto d'Europa.
    Trecento anni fa, il 1° novembre 1726 nasceva a Bezzecca, in Trentino, allora parte dell'Impero centrale austro-ungarico degli Asburgo, Bernardo Gilli. Bezzecca non era ancora nota alle cronache storiche per la famosa battaglia di Garibaldi del 1866, l'unica vittoriosa per gli italiani della Terza Guerra d'Indipendenza. L'Eroe dei Due mondi non aveva ancora pronunciato il celebre "Obbedisco", proprio di fronte alla casa dei Gilli (divenuti Gigli sull'onda del celebre Beniamino). E il piccolo Bernardo era un bimbo come tanti altri, il quinto e ultimo di una umile famiglia di contadini. Fu all'età di nove anni che il suo corpo iniziò a crescere, ad alzarsi e superare i due metri d'altezza, pur mantenendo belle fattezze e un equilibrio delle forme.
    Il vescovo di Trento, in visita pastorale in valle di Ledro per la Cresima, fece inginocchiare tutti i ragazzi in chiesa. Ma uno, Bernardo, spiccava sopra tutti, tanto che il vescovo lo riprese: ho detto in ginocchio per la benedizione, disse. E il povero Bernardo, tutto rosso in viso, rispose: Eccellenza, sono in ginocchio.
    Tutta la storia di Bernardo Gigli, arricchita di importanti documenti storici e stampe raccolte in tutta Europa, è ora disponibile nel libro "Bernardo Gilli (Gigli) e altri giganti di Riva e Ledro", dello storico trentino Danilo Mussi, edito dalla Casa editrice "Il Sommolago" di Arco di Trento, e fresco di stampa per il terzo centenario della nascita.
    Furono venti gli imperatori, i re e i papi, che Bernardo incontrò nella sua vita, ospite a corte da san Pietroburgo a Madrid, da Londra a Parigi a Riga in Lettonia. Scoperto per caso da un saltimbanco-impresario che girava le valli, il gigante Gilli - come venne ben presto chiamato - fu ingaggiato per una prima tournee a Brescia e nelle principali città e cittadine della Lombardia. Ben presto varcò le Alpi, si recò in Francia, si mise in proprio e con due fedeli servitori per oltre un decennio viaggiò l'Europa intera. Ovunque giungesse, Gilli - racconta il libro - veniva accolto da monarchi, principi, sovrani e alta nobiltà, ma non disdegnava affatto di esibirsi per il popolo: contadini, artigiani, mercanti e villici affollavano i suoi spettacoli.
    Bernardo Gilli era uomo di bellissime maniere, colto, educato, attraente nei tratti del volto e vestito con abiti eleganti e sfarzosi, cuciti su misura con tessuti pregiati. Un vero gigante buono. Si esibì in Spagna, come dimostrano i molti articoli che parlano di lui: a Barcellona, Madrid, Valencia e Cordoba. In Portogallo, poi a Roma ricevuto in udienza solenne da Papa Clemente XIII. Poi il Regno delle Due Sicilie, a Napoli, risalendo l'Italia fino a Venezia, dopo aver percorso i territori del Regno di Sardegna, dei ducati di Parma e Modena e il Granducato di Toscana. In laguna si esibì durante le festività del Carnevale. Da lì raggiunse Vienna, ricevuto dalla Corte imperiale.
    Diversi episodi storici ne testimoniano la fama: ad Hannover fu realizzata una statua di cera a grandezza naturale con le sue esatte sembianze, opera poi andata perduta. Al termine delle sue peregrinazioni, Bernardo Gilli poteva vantare di aver incontrato personalmente ben 19 "teste coronate" oltre al Papa: un record di udienze. Oltre ad aver girato l'Inghilterra e l'Irlanda. Fino a tornare al paesello, dove mori a 64 anni nel 1791. Cranio e scheletro divennero contesi, e oggetto di studi vari. Conservati nel museo di Rovereto, furono distrutti da una granata della Prima Guerra Mondiale.
    Dai documenti emerge in modo inconfutabile la sua altezza, aumentata progressivamente nel corso degli anni, a dimostrazione di una crescita endocrina mai arrestatasi. Al termine del suo sviluppo Bernardo Gilli misurava un'altezza effettiva di 2,54 metri, spesso arrotondata promozionalmente a 2,64 metri nei cartelli delle fiere. La casa in cui abitò di ritorno dalle sue tournee europee è ora un museo. Nella piazza del paese (piazza Garibaldi) svetta una statua di legno intagliato a misura naturale.
   

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