Un lutto da elaborare nel nuovo romanzo di Daniele Mencarelli dai toni noir
ANSA - Cultura

Un lutto da elaborare nel nuovo romanzo di Daniele Mencarelli dai toni noir

Domenica 15 febbraio 2026
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Tra debolezze e violenza impietoso ritratto di vittime e polizia

(di Paolo Petroni) DANIELE MENCARELLI, ''QUATTRO PRESUNTI FAMILIARI'' (SELLERIO, pp. 292 - 16,00 Euro) - In cerca di sé e forte della sua divisa, il trentenne appuntato carabiniere Circosta, protagonista io narrante di questo romanzo, a un certo punto si interroga su cosa significhi metafisico, dopo aver sentito quella parola, e scopre che i tratta di qualcosa di essenziale, enigmatico che rimanda al di là di quel che appare. Non diremo che questo di Mencarelli è un racconto metafisico, ma quell'atmosfera pare riguardare i quattro presunti familiari del titolo, che Circosta si trova affidati per alcuni giorni, in attesa si sveli un mistero sull'identità di uno scheletro trovato in un bosco senza più vestiti e che si ritine appartenuto a una delle tre donna scomparse una ventina di anni prima.
    I quattro sono la coppia degli anziani e miseri coniugi Martelli, cui è sparita la figlia Assunta; il giovane signore Lucio Marini, che invece ha avuto persa la madre tossicodipendente; la signorina Parrino, piacente cinquantenne di buona famiglia che è rimasta sola dopo la scomparsa della sorella Isabella. Tutte persone sparite nel nulla, mai più ritrovate e di cui non si è mai riusciti a elaborare il lutto, vivendo tutti quegli anni in una sorta di perenne angoscia e attesa. E l'attesa, ora che si aspetta di sapere, attraverso la comparazione del Dna, a chi appartengano e portino pace quelle ossa ritrovate, è un po' il protagonista di questo racconto dalle ombre noir e ciò che crea quel tanto di suspence utile a coinvolgere il lettore.
    Il vero noir che dà spessore alla vicenda è anche in quella cronaca parallela della vita dei carabinieri in servizio al commissariato di Latina, che si fanno scudo e arma del loro potere tra ricatti e violenza sui più deboli, a cominciare da alcune prostitute. Circosta, che si ritrova in servizio di pattuglia la notte col collega Liberati, rabbiosamente violento, nostalgico di quel fascismo che creò Latina/Littoria nel 1932 e pronto a sfogarsi in modo bieco con povere donne minacciate o su delinquentelli arrestati, finisce per farsi trascinare, anche se ciò lo mette ogni volta anche fisicamente a disagio.
    E i due si spingo tanto oltre che una notte vengono attirati in un agguato in un' area si sosta sulla pontina, dove Liberati viene quasi ridotto in fiondi vita. Per fortuna c'è il povero Maresciallo Damasi, costretto a tenersi in bilico in situazioni che non condivide, che metterà Circosta davanti alle sue responsabilità, invitandolo a fare una scelta circa i propri comportamenti, il controllo della propria rabbia e il proprio futuro nell'arma e supportandolo nella gestione dei quattro familiari, a spese del Comune, ospitati nella pensione della bella e procace signora Garvan.
    Nello specifico si tratta di affrontare gli imprevisti di persone segnate dalla vita e ora impegnate in una ''maledetta lotteria'', in cui ognuno spera di essere il vincitore per trovare pace e si sente in lotta con gli altri, prigionieri di un'attesa stressante. Così, tra il passato che torna, i sensi di colpa che ognuno ha maturato, ècco che Circosta si trova a misurarsi con chi ha problemi di droga, chi mostra all'improvviso un disagio mentale profondo, chi è come fosse sempre un po' fuori della realtà, se per esempio già interpella le pompe funebri chiedendo preparino un'assurda bara rosa.
    Mencarelli costruisce vivi tutti personaggi delle sue storie intrecciate, alle prese con assenze e attese, con un passato mai metabolizzato, chi di una perdita, chi di un'infanzia e un lavoro frustrante e impegnativo, tutti senza un vero futuro davanti, tranne forse uno, quello e quella che scoprirà di avere ritrovato le spoglie della propria famigliare. C'è in queste storie il disagio dell'esistenza, i segni che lascia, l'inadeguatezza a quel che ci accade e assieme l'eterna lotta, lo scontrarsi e convivere del bene del male, che sono gli eterni temi, i nuclei della poetica di uno scrittore come Daniele Mencarelli, emblematici e assieme ricchi di riflessi della realtà dei nostri giorni.
   

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