Al Vascello di Roma, la dabbenaggine familiare di Mattia Torre
Dal 24 febbraio al 1 marzo torna "4 5 6" con De Lorenzo, De Ruggieri e Pellegrino
Un po' Brutti sporchi e cattivi, un po' Beckett e un po' Ionesco, torna la grottesca dabbenaggine della famiglia di 4 5 6, il testo di Mattia Torre che il teatro Vascello di Roma ripropone, dal 24 febbraio al 1 marzo, con Massimo De Lorenzo, Carlo De Ruggieri, Cristina Pellegrino e con Giordano Agrusta. L'amatissimo autore teatrale, sceneggiatore e regista scrisse questo testo nel 2011 e allora andò in scena al Piccolo Eliseo sempre con Pellegrino, De Ruggieri e De Lorenzo, prodotto prima da Pietro Sermonti e Ninni Bruschetta e poi da Velia Papa per Marche Teatro che lo riproduce ora assieme a Nutrimenti Terrestri e Walsh, e con le scene di Francesco Ghisu e i costumi Mimma Montorselli. 4 5 6 è la storia comica e violenta di una famiglia che, isolata e chiusa, vive in mezzo a una valle oltre la quale sente l'ignoto: tutti in famiglia sono ignoranti, diffidenti, nervosi.
Litigano, pregano, si odiano, parlano in un dialetto bislacco, quasi incomprensibile e spesso surreale, simbolo dell'incomunicabilità, dell'isolamento e della grettezza cinica dei protagonisti e della famiglia, metafora di un'Italia ferocemente divisa. Il dialetto utilizzato è infatti una lingua inventata, aspra, un "improbabile intruglio" di parlate meridionali, con influenze latine, spagnole e sarde. Ognuno dei tre familiari rappresenta per gli altri quanto di più detestabile ci sia al mondo e il testo nasce dall'idea che l'Italia non sia un paese, ma una convenzione. Che non avendo un'unità culturale, morale, politica, l'Italia rappresenti ormai una comunità di individui che sono semplicemente gli uni contro gli altri: per precarietà, incertezza, diffidenza e paura; per mancanza di comuni aspirazioni. 4 5 6 è una commedia che racconta come proprio all'interno della famiglia nascano i germi di questo conflitto: la famiglia sente ostile la società che gli sta intorno ma finisce per incarnarne i valori più deteriori, incoraggiando la diffidenza, l'ostilità, il cinismo, la paura.
Insomma, 4 5 6 racconta la famiglia come avamposto della nostra arretratezza culturale.
Dallo spettacolo è stato tratto l'omonimo sequel televisivo, prodotto da Inteatro e andato in onda su La7 all'interno del programma "The show must go off" di Serena Dandini, e il libro "4 5 6 - Morte alla famiglia", edito da Dalai. 4 5 6 fa parte de progetto televisivo "Sei pezzi facili - Tutto il teatro di Mattia Torre" ripresi con la regia televisiva di Paolo Sorrentino per Rai3. Le pièce teatrali dell'autore, dalle quali sono stati tratti i film, sono: Migliore, Gola, Perfetta, Qui e ora, In mezzo al mare e, appunto, 4 5 6.
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