INTERVISTA/ Tredici Pietro, basta pensare alla performance, serve vivere e reagire
A Sanremo porta Uomo che cade. Duetta su Vita del padre Gianni Morandi e Dalla
- "Sono in attesa della grande scossa.
Sono ancora un metro fuori, aspettando di essere elettrizzato".
Ancora non è entrato nel grande frullatore sanremese, ma Tredici Pietro sa già che sarà "una cosa bellissima, perché è uno spark di vita". Il giovane rapper e cantautore arriva alla 76/a edizione del festival dopo un tour sold out e importanti collaborazioni (ad esempio con con Fabri Fibra e con Mecna) con il brano Uomo che cade, scritto assieme ad Antonino Dimartino che l'ha composto con Marco Spaggiari tra influenze hip hop, R'n'B e cantautorali e un groove raffinato. "Questo brano - racconta - parla del fatto che tentare non nuoce, ma a quanto pare la mia generazione, oppure tanta gente che vedo accanto a me, sente invece il dolore del tentare. Deve provare ed è bloccata e irrigidita dalle infinite possibilità e aspettative del mondo attorno. Tentare nuoce, a quanto pare, e fa male. Invece secondo me la depressione, la sofferenza, in generale la negatività è nel non agire". Dal giovane artista un messaggio forte di positività: "Quanto sia importante mostrarsi fragili non lo so - dice - ma so che questa performance, che è richiesta a tutti noi, questo dover tenere sempre il livello alto perché sennò verrai superato, non esiste. Il dover fare dieci su dieci e non riposare, perché c'è qualcuno che mentre tu stai riposando si allena più di te. È tutta una fregatura, mi sembra una gran truffa". Anzi "una grossissima str.... Non facciamoci fregare da quello che ci mettono davanti agli occhi".
Venerdì 27 febbraio esce Non guardare + Giù, l'edizione speciale dell'album Non guardare giù pubblicato lo scorso aprile. La nuova versione deluxe include, oltre alle tracce originali, il brano La fretta e l'inedito sanremese. Non guardare giù è diventato virale su TikTok con il brano LikethisLikethat, che conta oltre 13mila utilizzi del suono.
"Non lo chiamerei un Repack, - spiega - perché appunto ci sono solo due brani, però è come se io volessi chiudere con me stesso questo ciclo di scrittura, questi sono viaggi interni, di urgenza, di necessità interna". Secondo Tredici Pietro "Non guardare giù e L'uomo che cade sono concetti che si parlano. Non guardare giù per me vuol dire non mollare il colpo poco prima, proprio quando sei per crollare, è lì che non devi mollare. Non guardare giù perché le vertigini possono solo farti sentire in pericolo. Ma se tu guardi all'insù, l'equilibrio lo mantieni. Un uomo che cade accetta il fatto che se facciamo qualcosa cadremo, sbaglieremo, andremo in crisi. È inevitabile. E quindi con Un uomo che cade voglio celebrare il fatto che per vincere una volta, bisogna perderne dieci di sfide della vita".
Nel brano canta: "E faccio un'altra figuraccia, / come un bambino scivolato in una piazza" e proprio "figuraccia" era la parola scelta per annunciare la sua canzone sanremese al pubblico. "È una parola dolce e bambinesca - spiega - per raccontare proprio quello stato nel quale magari ci si può trovare come un bambino, dell'essere, del sentirsi esposto e nudo davanti alla gente. Però fare un'altra figuraccia credo che sia essenziale, perché è funzionale a correggersi. Oggi, in qualche modo, in un'epoca in cui a quanto pare anche mentalmente una persona anonima si sente esposta a qualsiasi viralità, perché potrebbe ritrovarsi in un video virale e fare una figuraccia. Ci si ritrova con questo retropensiero costante, probabilmente questo blocca l'azione. In qualche modo ci sono tanti muri, tante frazioni tra me e te. Invece io voglio fare un'altra figuraccia!".
Per il brano della serata cover - la mitica Vita del padre Gianni Morandi e Lucio Dalla scritta da Mogol (testo) e Mario Lavezzi (musica) - Tredici Pietro confessa: "È il mio inconscio aver deciso di portarla" su un palco "che racconta anche la storia di mio babbo". E aggiunge: "La porterò con i miei compagni di viaggio, colleghi, fratelli, sia in studio che sul palco. Sono persone che hanno prodotto il disco quasi interamente, Fudasca, Galeffi, Sedd e Montesacro che sono stati definiti band, per non appesantire troppo. I miei fratelli, in qualche modo". L'artista invita a liberarsi: "La performance, levatela da mezzo, dobbiamo vivere la vita. Per me il brano parla di vita, parla di reagire, della stessa cosa di cui parla l'album Non guardare giù". E ancora: "Parla di rivalsa nei confronti dell'energia che ti abbatte nella vita. Nella mia interpretazione del brano c'è quest'uomo disilluso che però decide di illudersi, quest'uomo che è stato sciupato dalla vita.
Sono uomini che però decidono di credere nella vita nonostante la negatività". E sottolinea: "Ho la fortuna di essere parte di una famiglia, di essere figlio di mio padre che ha cantato questo brano. Davvero non avrei potuto fare un altro brano.
L'unica alternativa sarebbe stata fare Bologna by Night di Inoki perché è un rapper della città dove sono cresciuto". A chi gli chiede la sua posizione sul tema Eurovision, in caso di vittoria, dice scoppiando a ridere: "Prima di tutto non portatemi sfiga! La percentuale è del 3%. Non lo so, non ci sto pensando. Ci penserò quando dovrò".
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