Il fuoco era la cura, si alza il sipario sulla distopia di Fahrenheit
ANSA - Cultura

Il fuoco era la cura, si alza il sipario sulla distopia di Fahrenheit

Martedì 17 febbraio 2026
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All'India di Roma il romanzo di Bradbury è contemporaneo

Settant'anni fa usciva Fahrenheit 451 di Ray Bradbury; il libro era ambientato nel futuro, negli anni '20 del XXI secolo, in pratica oggi. E oggi, liberamente ispirata al libro. arriva "Il fuoco era la cura", la distopica creazione del collettivo Sotterraneo, che approda dal 25 febbraio al 1° marzo sul palcoscenico del Teatro India di Roma. Il romanzo descrive un futuro in cui è vietato leggere: schermi costantemente accesi alienano il tempo libero delle persone e il tentativo di pensare causa malessere fisico. Ironicamente, il corpo dei pompieri non è più impiegato per spegnere gli incendi, bensì per bruciare i libri e se necessario i loro possessori.
    Ma, affermano gli artisti di Sotterraneo, chi si trova nel XXI secolo e legge il testo di Bradbury, cosa scopre come spunto della distopia? Una previsione sul futuro che a un certo punto viene confermata o smentita? Oppure un allarme sul presente che continua a rinnovarsi? "Il fuoco era la cura che attraversa e rilegge liberamente Fahrenheit 451, lo consuma come si fa con un libro amato, letto mille volte e trascinato in mille luoghi, lo sporca, lo dimentica da qualche parte e poi lo ritrova, mentre la copertina sbiadisce, la carta si scolla e le pagine si riempiono di appunti, biglietti, segnalibri e ricordi" dicono i cinque performer.
    In scena Flavia Comi, Davide Fasano, Fabio Mascagni, Radu Murarasu, Cristiana Tramparulo ripercorrono la storia del romanzo, si identificano coi personaggi, si muovono in senso orizzontale mappando i coni d'ombra, le cose che Bradbury non spiega o non racconta, creando linee narrative parallele, deviazioni teoriche, costruendo anche le cronache di un tempo intermedio fra il nostro presente e un futuro anticulturale in cui l'istupidimento ci salva dal fardello del pensiero complesso. Un lavoro originale, che trae ispirazione da un romanzo per pensarlo, comporlo e riscriverlo pensando ai nostri giorni, al presente che ci circonda, tenendo conto degli spunti di riflessione che continua a generare.
   

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