A marzo il Ring di Wagner alla Scala, pubblico da 60 Paesi
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A marzo il Ring di Wagner alla Scala, pubblico da 60 Paesi

Martedì 17 febbraio 2026
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Dal primo al 15 marzo alla Scala andranno in scena due cicli interi del Ring des Nibelungen, ovvero l'Anello del Nibelungo, la tetralogia di Wagner a 150 anni dalla prima esecuzione assoluta a Bayreuth e a cento dalla prima esecuzione da parte di una orchestra italiana: quella della Scala che lo eseguì nel 1926.
    Da allora a Milano sono stati eseguiti diversi cicli e questi due consecutivi arrivano dopo la messa in scena a partire da ottobre 2024 dei quattro titoli: Das Rheingold (L'oro del Reno), Die Walküre (La Valchiria), Siegfried (Sigfrido) e Die Götterdämmerung (Il crepuscolo degli dei) con la regia di David McVicar e la direzione di Alexander Soddy e Simone Young.
    La campagna abbonamenti per un ciclo intero è partita da tempo e ha dato i suoi frutti: 2.400 quelli venduti, equamente distribuiti fra le due date, la metà con formula premium (che include anche la cena), venduti a spettatori di 60 Paesi diversi, di cui solo il 35% italiani, gli altri per ma maggior parte statunitensi (16%), britannici (9%), francesi e tedeschi (5%) ed australiani (4%).
    La messa in scena è accompagnata da una serie di eventi collaterali fra cui due mostre e incontri. Quello di domani sui cento anni di tradizione wagneriana alla Scala sarà anche l'occasione per presentare il restauro di sei dei nove oli wagneriani realizzati da Mariano Fortuny ispirato dal Ring e da Tristan und Isolde e realizzati quando gli fu chiesto di realizzare scene e costumi per il ciclo in programma alla Scala dopo la guerra. Fortuny morì nel 1949, un anno prima che il Ring fosse messo in scena con la direzione di Wilhelm Furtwängler e la vedova li donò al teatro. Gli altri tre oli a tema wagneriano sono invece esposti alla mostra 'La Rivoluzione del Ring' al museo del Teatro.
   

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