Speciale Rai su Davide Iodice, regista 'sulle spalle di un amore collettivo'
ANSA - Cultura

Speciale Rai su Davide Iodice, regista 'sulle spalle di un amore collettivo'

Mercoledì 18 febbraio 2026
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Il docufilm andrà in onda il 21 febbraio alle 22.50 su Rai 5

(di Chiara Venuto) "Io sono sempre sulle spalle di un gigante, che è questo amore collettivo": il drammaturgo e regista napoletano Davide Iodice parla così di sé e del lavoro con la sua compagnia, la Scuola elementare del Teatro (che porta in scena un gruppo di ragazzi con disabilità e neurodiversità), durante la presentazione dello speciale Rai Cultura in collaborazione con La Biennale di Venezia a lui dedicato.
    Intitolato "Davide Iodice. Pinocchio e gli altri", è stato presentato ieri sera alla Sala Oceano del Teatro India, a Roma.
    Si tratta di un documentario - in programma sabato 21 febbraio alle 22.50 su Rai 5 e, poi, su RaiPlay - nato la scorsa estate alla Biennale Teatro, il cui direttore artistico Willem Dafoe aveva fortemente voluto Iodice e la sua riflessione sulla diversità con lo spettacolo "Pinocchio, che cos'è una persona?" (ora in programma al teatro romano con repliche fino al 22 febbraio). Con le voci di Dafoe e Iodice stesso, lo speciale rielabora il percorso del regista, le ragioni delle sue scelte e le sue influenze, da Jerzy Grotowski a Julian Beck passando per Carmelo Bene e Leo de Berardinis. L'autore è Felice Cappa con la collaborazione di Giulia Morelli, mentre la produzione esecutiva è di Serena Semprini e la programmista multimediale è Matilde Pieraccini.
    Quello di Iodice, ha spiegato Fabrizio Zappi, direttore di Rai Cultura, è "un teatro dell'incontro umano, prima ancora che estetico. Un teatro che dà, attraverso la fragilità degli individui, un grande segno di forza e di empatia. Questo sguardo sull'altro credo sia qualcosa che il servizio pubblico debba fare". E, com'era per gli antichi, questa forma di arte "innesca un meccanismo di catarsi", come ha commentato Pietrangelo Buttafuoco, presidente della Biennale di Venezia: "Davide Iodice è un drammaturgo, un capocomico - ha aggiunto -. Oltre duemila anni di monoteismo hanno cancellato quella che era la pratica di quando tutti noi, seduti sui sedili di pietra degli anfiteatri, avevamo di fronte il dolore e lo attraversavamo in modo che ci nutrisse, per sanare. E Davide Iodice ha portato un tassello nella produzione di Biennale teatro che ha innescato questo meccanismo di catarsi".
    Catarsi che Felice Cappa ha ricordato "passare anche attraverso il riso, che non manca" nel teatro di Iodice e nel docufilm. Le stesse risate "che riecheggiano anche dal Sannazaro, che oggi non c'è più, dove ce ne sono state tante e sono quelle che poi rappresentano la vita. Può sempre tutto rinascere, per fortuna". Il mondo del teatro in "questa serata speciale" segnata da una "felicità di comunanza", ha concluso Luca de Fusco, direttore del Teatro di Roma, non può infatti dimenticare che si tratta di una giornata "molto dolorosa" per via dell'incendio che ha colpito il teatro, "un gioiellino nel centro di Napoli gestito da due persone che lo trattano come se fosse casa loro a tutti gli effetti e a cui io voglio molto, molto bene".
   

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