Tela del pittore ferrarese Giuseppe Avanzi torna in sede dopo ottant'anni
Capolavoro visibile dal 19 febbraio nella chiesa di San Cristoforo alla Certosa
Dopo oltre ottant'anni torna nella chiesa di San Cristoforo alla Certosa, a Ferrara, uno dei capolavori del pittore ferrarese Giuseppe Avanzi (1646-1718), l'"Apparizione di San Bruno a Ruggero conte di Sicilia prima della battaglia di Capua", tela di oltre trenta metri quadrati (930 ž 425 cm) realizzata tra il 1695 e il 1696 per il presbiterio della grande chiesa monastica. La presentazione alla città è in programma domani, giovedì, alle 11, con ingresso libero. L'opera non era più visibile dal 1944, quando i bombardamenti che colpirono il Tempio provocarono il crollo delle cupole.
Pur sopravvivendo all'esplosione, il dipinto aveva subito danni gravissimi durante i lavori di ricostruzione: rimossa dal telaio e arrotolata senza protezione, la tela rimase per decenni in condizioni conservative estremamente precarie, con conseguenze irreversibili nelle porzioni a contatto con il suolo. Solo negli anni Sessanta si avviò un primo recupero, seguito da un lungo deposito nel laboratorio di restauro Nonfarmale a San Lazzaro di Savena (Bologna). Ora, grazie a un progetto della Soprintendenza Archeologia belle arti e paesaggio e a una complessa operazione di movimentazione e ricollocazione coordinata e finanziata dal Comune di Ferrara, il restauro - a cura del Laboratorio Nonfarmale - restituisce alla città questo capolavoro perduto. L'opera costituisce il pendant dell'Apparizione della Beata Vergine e San Pietro ai compagni di San Brunone, già ricollocata in chiesa nel 2023 grazie al sostegno del Servizio Patrimonio Culturale della Regione Emilia-Romagna. Entrambe le opere, sopravvissute alle confische napoleoniche, divennero proprietà comunale nel 1812.
"Dopo ottant'anni siamo in grado di restituire alla città un capolavoro di straordinario valore - dice l'assessore alla Cultura Marco Gulinelli - L'opera di Avanzi non solo arricchisce il patrimonio ferrarese, ma rappresenta la conclusione di un percorso di recupero iniziato nel 2023 con la ricollocazione della prima tela: dalla prossima settimana potremo ammirare nuovamente insieme entrambe le opere monumentali nella loro sede originaria, un risultato reso possibile grazie alla proficua collaborazione tra la Istituzioni".
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