Al Teatro della Tosse di Genova il pessimismo di Voltaire
Prima nazionale per 'Tutto è bene' con Fabbri e Tancredi
Il primo novembre 1755 Lisbona fu devastata da un terribile terremoto che provocò oltre 30.000 vittime. Il tragico evento suscitò un dibattito nella cultura europea, una riflessione sul male che ispirò la cosiddetta "filosofia del disastro". In contrapposizione a Leibniz che considerava il tempo presente "il migliore dei mondi possibili", Voltaire scrisse il "Poema del disastro di Lisbona o dell'esame dell'assioma 'tutto è bene'".
Un atteggiamento, il suo, fortemente pessimistico che lo avrebbe poi portato a quel capolavoro di ironia e sarcasmo che è "Candido". Al "Poema sul disastro di Lisbona" si sono ispirati i due autori e attori Cristiano Fabbri e Antonio Tancredi per lo spettacolo omonimo prodotto dal Teatro della Tosse che ha debuttato ieri sera, 18 febbraio, in prima nazionale nella sala Agorà. Spazio particolarmente adatto a una performance basata essenzialmente su un contatto diretto tra i due interpreti e il pubblico. Gli spettatori infatti si sono sistemati su sedie poste intorno alla sala circondando così lo spazio scenico.
L'idea di base è parsa interessante.
Fabbri e Tancredi entrano e girano fra il pubblico reggendo una tavola su cui è sistemata una piccola costruzione insieme a vari oggetti, invitano alcuni spettatori a prendere e conservare quegli oggetti, accennano passi di danza su una suite barocca che viene interrotta dal boato crescente del terremoto. La tavola trema nelle loro mani, cade a terra, la costruzione si frantuma in tanti pezzi. E il testo di Voltaire inizia a scorrere, spezzarsi, ricomporsi, con ripetizioni ossessive delle stesse frasi in crescendo o in diminuendo. Non è vero che "tutto è bene", insomma, la natura è l'impero della distruzione. I due attori alternano recitazione a passi "coreografici" si interrogano vicendevolmente. Coinvolgono anche due spettatori (un uomo e una ragazza) nella ricostruzione di quella struttura andata in tanti pezzi. Fabbri e Tancredi sono indubbiamente bravi e lo hanno dimostrato riuscendo a mantenere la concentrazione e la tensione drammaturgica anche quando, per il malore di una spettatrice (rivelatosi poi non grave), lo spettacolo si è dovuto fermare per una ventina di minuti. Il testo però è parso un po' esile e forse andrebbe rivisto per irrobustire la piece. Applausi comunque calorosi e meritati.
Replica questa sera con un dopo spettacolo fra conversazioni con gli attori e qualche bicchiere di vino.
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