All'asta un manoscritto del Quattrocento appartenuto a Ippolita Maria Sforza
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All'asta un manoscritto del Quattrocento appartenuto a Ippolita Maria Sforza

Giovedì 19 febbraio 2026
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Ab Urbe condita di Tito Livio, stima fra i 280mila e i 350mila euro

Appartenuto a Ippolita Maria Sforza, figlia del duca di Milano Francesco Sforza e di Bianca Maria Visconti, va all'asta un prezioso manoscritto di metà Quattrocento 'Ab Urbe condita' di Tito Livio, stimato fra i 280mila e i 350mila euro.
    Si tratta di un codice miniato di 208 carte che nella prima riporta lo stemma degli Sforza, le iniziali H M (Hippolita Maria) e due citazioni di pugno della figlia di Francesco Sforza, una di Cicerone e una di San Girolamo, con la data 1460.
    Si tratta dunque di una parte della dote di Ippolita Maria Sforza che sposò Alfonso II di Aragona, futuro re di Napoli.
    Divenne infatti re nel 1494, pochi anni dopo la morte di Ippolita.
    Il volume, 'riemerso' dopo sei secoli di oblio e dichiarato nel 2007 dal Ministero dei Beni culturali bene di interesse culturale, sarà battuto all'asta il 25 e 26 febbraio nell'asta di Il Ponte dedicata ai libri antichi d'artista. E sarà in esposizione aperte al pubblico il 19, 20 e 21 febbraio a Palazzo Crivelli.
    Questa Ab Urbe condita con miniature della bottega del Maestro delle Vitae Imperatorum è riemerso a Milano tramite un passaggio ereditario, una sorte di 'dote' nuziale. Destino del volume, come fu appunto per Ippolita, che aveva una vasta istruzione ed interessi, e fu stimata da Lorenzo il Magnifico che aiutò nel delicato momento della congiura dei Pazzi.
    Dunque dopo il ritrovamento nel 2024 del Codice Santini, acquisito dal Ministero della Cultura e ora custodito al Palazzo ducale di Urbino, il dipartimento Libri e Manoscritti rari di Il Ponte Casa d'Aste ha portato alla luce questa opera coinvolgendo nella sua tutela una rete di esperti che include Marco Petoletti (Letteratura latina medievale, Università Cattolica del Sacro Cuore), Massimo Zaggia (Filologia e letteratura italiana medievale, Université de Strasbourg), Milvia Bollati (Storia dell'arte, Università Cattolica del Sacro Cuore), Lucio Oriani (Storia dell'arte medievale, Scuola Normale Superiore, Pisa) e Pier Luigi Mulas (Storia dell'arte, Università di Pavia).
   
   

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