Un docufilm Sky su Federico Umberto D'Amato, spia-gastronomo
ANSA - Cultura

Un docufilm Sky su Federico Umberto D'Amato, spia-gastronomo

Venerdì 20 febbraio 2026
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Dal 23 febbraio. Raspelli: "Parlava di tagliatelle mentre pensava alle stragi"

"La cosa che trovo più sconvolgente e straziante è che con me parlava di tagliatelle e di agnolotti e intanto organizzava, pensava a una strage". Edoardo Raspelli, uno dei volti più noti del giornalismo enogastronomico italiano, racconta così di Federico Umberto D'Amato, la spia amante della cucina di cui tratta 'L'uomo che sapeva tutto', docufilm in arrivo il 23 febbraio alle 22 su Sky Crime (e in streaming su Now).
    Prodotto da Ballandi e diretto da Francesco Di Giorgio per Hearst Networks Italia, il documentario ripercorre la vita di D'Amato dal misterioso inizio della sua carriera fino alla morte. Capo dell'Ufficio Affari Riservati del Ministero dell'Interno, la spia ha plasmato la storia del nostro Paese tra segreti, dossier e silenzi, fino alla conferma del suo coinvolgimento nella strage di Bologna. Ma aveva una seconda anima, quella amante dell'enogastronomia, che lo portò a essere uno dei fondatori della 'Guida dei Ristoranti d'Italia' de L'Espresso.
    "Ci siamo conosciuti così, nel 1978 - ricorda Raspelli, parlando con l'ANSA -. Io per la Guida avevo la responsabilità, con i miei collaboratori, di Val d'Aosta, Piemonte, Liguria, Lombardia e Sardegna. Tutto il resto lo faceva Federico Umberto D'Amato. Avremo mangiato insieme un paio di volte, ma la nostra conoscenza era superficiale. Però si capiva che era un uomo di potere. Comunque, dal punto di vista dei ristoranti era serio e autorevole". Anche se non dimentica quello che definisce uno "sgarro": "dopo tre o quattro anni (dalla nascita della Guida, ndr) - prosegue Raspelli - avevo abbassato il voto a un famoso ristorante di Ameglia, in provincia di La Spezia. Qualche giorno prima dell'uscita mi arriva il libro e il mio pezzo è stato sostituito. Al che mandai una letteraccia a Carlo Caracciolo e, per tutta risposta, non mi rinnovarono il contratto. Poi ho saputo che Angelo Paracucchi faceva parte della loggia P2. E, come lui, Federico Umberto D'Amato".
    Oltre a Raspelli, nel documentario ci sono anche le interviste allo storico Giacomo Pacini, ai critici enogastronomici Enzo Vizzari e Giuseppe Paolo Scotto di Castelbianco (noto come Giacomo A. Dente), al giornalista Paolo Morando, alla storica Giovanna Tosatti, all'avvocato Gabriele Fuga e al magistrato Nicola Proto, fino all'ex collaboratore di D'Amato, Claudio Gallo.
   

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