Eddie Brock, Sanremo coronamento di un sogno ma anche punto di partenza
ANSA - Cultura

Eddie Brock, Sanremo coronamento di un sogno ma anche punto di partenza

Venerdì 20 febbraio 2026
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Eurovision? Non andrei sia perché voglio prima fare concerti e sia per la Palestina

Fino a fine 2025 Eddie Brock faceva "l'operatore turistico, check-in e check-out", anche se la musica lo aveva già rapito a 13 anni. Scriveva poesie, prendeva lezioni di canto. Poi la passione del rap ma "ero molto più noioso degli altri rapper, un po' una pippa", dice con franchezza e quindi "canzoni da 7 minuti con una storia e una melodia per renderle più accattivanti". Poi il lavoro e in pausa pranzo la felicità nelle session in studio, anche "senza risultati enormi come spiega lui stesso e fallimento dopo fallimento". Per fortuna però la "missione" della musica non l'ha mai lasciato anche "nei periodi bui" fino all'esplosione su TikTok con "Non è mica te", brano certificato disco d'oro con quasi 23 milioni di streaming. E grazie al brano "Avvoltoi" anche la chiamata a Sanremo che all'inizio gli ha fatto "paurissima", ma che ha il sapore di un bel riscatto per il cantautore classe 1997. "È un sogno che si avvera, perché è un punto di partenza enorme e anche un punto di arrivo del mio primo percorso musicale e di vita. Sono contento di tutti i sacrifici fatti" dice. E ribatte anche a chi dice che è al festival solo per TikTok: "Lo so, ma mica è un reato, è una mia canzone". Edoardo Iaschi si è battezzato Eddie Brock ("la nemesi di Spider-Man, l'anti-eroe praticamente, ma non è cattivo") per fare le gare di freestyle grazie allo zio fumettista che lo costringeva "a disegnare sempre questo personaggio" ed è grato anche al suo passato turistico: "Non faccio tanti viaggi, ho anche un po' paura dell'aereo, così un sacco di gente veniva da me e ho imparato tante cose". Sa già che Sanremo lo stravolgerà, ma con la verace saggezza "romana" dice: "La parte artistica assolutamente non mi preoccupa. La vita privata sì, perché comunque è normale che i cambiamenti facciano paura. Io sono stato sempre molto abitudinario. Però sono sincero, mi sono preparato al meglio, faccio quello che mi piace, l'ho sempre sognato. La paura è perché ora devi essere 'felice per forza'.
    Cioè non puoi fare finta di niente, ora o sei felice o sei pure un po' ingrato".
    A chi gli ricorda che ci saranno le telecamere su cui Fedez ad esempio sarà più avvantaggiato perché più 'allenato' e più suo agio ribatte: "Però, ognuno ha il modo suo per interagire con le telecamere, no? Magari tu non sei uno showman, però arriva il fatto che sei una persona reale e quindi, magari, c'è un impatto diverso. Vabbè mi distrugge, è molto più bravo" dice scoppiando a ridere. Poi c'è la paura della scala: "Lo so che cosa dicono le donne con i tacchi e i vestiti, ma metti caso che scivolo e me la faccio tutta di faccia? Finisco viralissimo ma spaccato di faccia però...". E l'ansia in generale: "Non dovrei dirlo, ma all'inizio sto proprio un po' cac... sotto". Ma è sicuro che con l'orchestra sarà ancora meglio: "Perché mi emoziono mentre canto. E secondo me per osmosi penso che possa riuscire a emozionare anche le altre persone".
    Le pagelle, i commenti delle radio, i blog, i social: Eddie Brock è realista e al momento regge bene: "Lo dico sinceramente.
    Se ti metti in una situazione del genere è normale che a certe persone puoi piacere e ad altre no. L'importante è che piaccia a me. L'ho sempre detto: se la canzone arriva al grande pubblico e piace al grande pubblico sono ancora più contento, ma la cosa più importante è che piaccia a me". Sull'Eurovision fa due riflessioni per niente banali: "La prima è professionale, non mi sono ancora confrontato con un grande pubblico e quindi vorrei prima fare dei concerti per capire bene come farli, ma anche per provare le emozioni di una cosa del genere. Da un punto di vista umano penso sia giusto mettere luce sulla questione palestinese e quindi non andrei neanche se avessi già fatto l'Olimpico". Di Avvoltoi spiega: "Ho scritto questo brano raccontando la storia di una mia amica, è difficile che scriva cose autobiografiche perché dopo un po' mi annoio, anche perché non faccio una vita così movimentata da poter scrivere così tante canzoni su di me e quindi tante volte prendo le storie delle altre persone e le faccio mie. Questa storia racconta un po' di quando si è innamorati ma non si riesce a riconoscerlo, ma soprattutto di quanto si ha paura di andare a fondo di una conoscenza per il timore poi di scottarsi alla fine, quindi ci si accontenta solamente di condividere i corpi e non i sentimenti". Prima non poteva citare il testo perché lo "avrebbero gonfiato", ma invece ora dice: "La frase che può racchiudere un po' tutto, 'è inutile che perdi tempo consumando di quegli occhi così belli piangendo per quel bastardo'". Per il cantautore romano gli avvoltoi "sono persone che come gli uccelli girano intorno a una preda finché non si indebolisce per poi attaccare, che aspettano il momento esatto nel quale la persona è più debole per poi trarne vantaggio. Succede in tutto, non solo nell'amore". Gli viene chiesto anche di citare tre canzoni di Sanremo che ha nel cuore e, dopo Vado al massimo e Vita spericolata, dice Portami via che è proprio il brano che durante la serata delle cover farà con Fabrizio Moro. E a chiedere a Vasco non ci ha provato: "Vasco è un mito ma cantare con Fabrizio è sempre stato il mio sogno. L'ho sempre detto anche ai miei amici, fino a sei mesi fa ci sembrava un'utopia e ora invece è realtà". Il percorso avviato a Sanremo prosegue con "Amarsi è la rivoluzione (Deluxe)" in uscita il 6 marzo, che nasce come naturale estensione dei suoi lavori passati e allo stesso tempo segna una nuova fase musicale, e con il tour con cui Eddie Brock porterà la sua musica dal vivo in giro per l'Italia dal 26 marzo a Milano fino al 22 agosto a Cattolica.
   

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