Sandro Ferri, dopo successo edizioni E/O 'altro l'anima cerca'
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Sandro Ferri, dopo successo edizioni E/O 'altro l'anima cerca'

Venerdì 20 febbraio 2026
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racconto alla ricerca delle radici per capire chi si è anche con l'aiuto dell'onironautica

(di Paolo Petroni) SANDRO FERRI, ''ALTRO L'ANIMA CERCA'' (e/o, pp. 142 - 15,00 euro) - La ricerca scientifica ha dimostrato come la memoria condizioni e trasformi i ricordi e penso sia bene tenerlo presente leggendo questo nuovo libro tra memoria e romanzo di Sandro Ferri che non a caso porta anche in esergo questa affermazione: ''Non esiste la verità. Esistono le storie che raccontiamo agli altri per convincerli che la nostra versione è quella vera'', che è poi la funzione e la forza della letteratura.
    Ferri, fondatore con la moglie Sandra Ozzola delle edizioni E/O nel 1967, da cui sono poi nate Europa Editions americana e inglese lanciate dal successo internazionale delle opere di Elena Ferrante, aveva scritto due libri sull'editoria e il lavoro culturale, ora gioca su una sorta di memoire in cui il confine tra realtà e ricostruzione si sposta di continuo per dar ascolto alla sua anima che cerca altro. Già nel ''L'editore presuntuoso'' alternava capitoli di riflessioni e provocazioni con altri di 'Fatti' sicuro che la cultura fosse un modo per mettersi in discussione, per cercare di capire e guardare oltre.
    In questo ora trova aiuto nell'Onironautica, tecnica che gli insegna ''un bizzarro psichiatra-ipnotista, ai limiti del ciarlatano, pagato profumatamente'', che serve a guidare i propri sogni e a evocare incontri specifici, per esempio, in questo caso, con un padre scomparso troppo presto e in cui si cerca di ritrovare proprie radici di impegno, di coraggio e sfida, di fede e idee nuove. ''Mia moglie Sandra aveva tentato invano di dissuadermi. Ma stavo male in quel periodo, male di capoccia, e aveva deciso di lasciarmi fare''.
    Partendo da Rigo e la lotta partigiana per liberare l'Italia dal nazi-fascismo, raccontando di se stesso e delle lotte studentesche degli anni '70, arrivando a seguire e indagare il percorso di lavoro di sua figlia Eva che, trentenne, in questi anni di crisi profonde, affronta l'impegno di un lavoro culturale tutto da costruire, specie operando nella Londra post brexit, il racconto lega la storia di tre generazioni alla storia del nostro paese, cercando di capire quanto sia alto il prezzo da pagare per seguire se stessi, il proprio desiderio di libertà, e sentire ''quell'aria leggera di star vivendo secondo il mio desiderio''.
    C'è il ricordo, a tratti anche tenero, del padre partigiano e che poi emigra in America dove incontra quella che sarà sua madre nei casinò di Atlantic City e che si interroga cosa sia stata per lui la libertà, quella dell'Italia o quella di giocarsi tutto a un tavolo da gioco, lasciandolo solo quando era adolescente. Quell'adolescente e ragazzo di buona famiglia senza problemi economici che si lancia nella vita della Bologna degli anni caldi, tra amori e Lotta Continua, arrivandovi nel 1974 con una borsa di studio all'università americana Johns Hopkins, cui preferirà una tesi in economia politica in un ateneo italiano.
    Anni dopo si chiede cosa restasse di tutto ciò e ''sentivo solo che la risposta soffiava nel vento'' e ma anche il bisogno di capire chi fosse. Ed è così che nasce questo libro, aggiungendo al coraggio la gentilezza.
    Tre generazioni tre bisogni di libertà con la parte più bella e impegnativa dedicata al confronto con la figlia Eva, con la coscienza che ''i genitori sono ingombranti. Quando cerchi di farti strada, te li trovi davanti. Ti sbarrano la via''. Una ragazza per la quale ''libertà e responsabilità coincidono'' e con mente e coscienza nuove si assume la responsabilità di ampliare i confini della casa editrice costruendo difficili ponti tra culture. Un percorso tra realtà e ricostruzioni più vere di quella sulla strada di capire chi siamo davvero, per noi e per avere a che fare con gli altri, accettandosi, accettando fortune e successi ma ricordandosi che ''altro l'anima cerca'', come dice un verso della poesia di Kavakis messa a conclusione (e morale) del libro.
   

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