A teatro la Palestina che resiste con dignità nonostante la disperazione
Monologo intenso di Beppe Casales a Udine per "Gaza Vive"
(di Sara Palluello) "Prima del 7 ottobre 2023 gli abitanti della Striscia di Gaza erano più di due milioni. Adesso nessuno lo sa". Così inizia lo spettacolo teatrale "Gaza Vive" scritto e interpretato da Beppe Casales che intreccia racconto civile, memoria storica e una storia d'amore per raccontare Gaza oltre i numeri della guerra.
Casales racconta lo spaccato di una famiglia palestinese prima e dopo l'offensiva militare: dalla quotidianità di una giornata al mare alla distruzione provocata dai bombardamenti, dalla vita casalinga alla sopravvivenza tra tende, fame e morte.
Il filo narrativo è una storia d'amore tra due giovani che si affacciano all' età adulta, lui con il sogno di aprire uno studio di fisioterapia, lei di diventare interprete e traduttrice per poter viaggiare e conoscere il mondo. Un amore nato prima dell' escalation militare e cresciuto all'ombra costante dell'occupazione. Con la guerra il rapporto si complica e le loro vite si separano, per poi ritrovarsi davanti al mare dove si sono innamorati, in un matrimonio celebrato tra le tende, lontano da ogni ritualità tradizionale.
Per oltre un'ora Casales calca il palco con pochi elementi scenici e inserti audio reali: dagli annunci militari israeliani ai riferimenti al diritto internazionale richiamati dal ministro Antonio Tajani. La narrazione alterna testimonianze, cronaca e ricostruzione storica del conflitto israelo-palestinese, dal sionismo fino agli eventi attuali, alla responsabilità internazionale: l'Occidente guarda e non interviene. Tra i momenti più intensi, la storia - vera - di una bimba intrappolata in un' auto colpita da centinaia di proiettili mentre era in fuga con i parenti, rimasta per ore in contatto telefonico con i soccorritori e con la madre, fino alla morte.
Il monologo affronta anche il tema dell'infanzia nei due fronti del conflitto, raccontando la formazione dei bambini e la costruzione delle identità collettive, con i palestinesi definiti "animali e terroristi". Casales riflette sul rapporto tra numeri ed empatia, sottolineando la difficoltà di percepire la dimensione umana dietro le grandi cifre delle vittime: la necessità di restituire nomi, volti e storie a ciò che altrimenti è solo statistica astratta.
"Gaza Vive" è un racconto sulla capacità dell'essere umano di conservare dignità, affetti e speranza anche nella devastazione.
Gaza continua a vivere nei gesti quotidiani, nelle relazioni e nell'amore che "non aspetta" la guerra, la pace, ma semplicemente esiste.
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