International Booker Prize 2026, Matteo Melchiorre unico italiano nella longlist
ANSA - Cultura

International Booker Prize 2026, Matteo Melchiorre unico italiano nella longlist

Mercoledì 25 febbraio 2026
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Tredici i libri in gara, il 19 maggio l'opera vincitrice

Matteo Melchiorre con il romanzo 'Il Duca', pubblicato da Einaudi nel Supercoralli nel 2022 e ora anche in Et, è entrato nella longlist dell'International Booker Prize 2026. Tredici i libri in gara, su 128 proposti, selezionati dalla giuria, presieduta da Natasha Brown, del riconoscimento che premia la migliore opera di narrativa tradotta nel Regno Unito e in Irlanda.
    Unico italiano in corsa, il bellunese Melchiorre, classe 1981, direttore dal 2018 della Biblioteca del Museo e dell'Archivio Storico di Castelfranco Veneto, ne 'Il Duca', tradotto da Antonella Lettieri per Foundry Editions, racconta l'ultimo erede di una dinastia decaduta, i Cimamonte, che si è ritirato a vivere nella villa da sempre appartenuta alla sua famiglia, in un piccolo e isolato paese di montagna. Giovane uomo solitario che in paese chiamano "Il Duca" , l'ultimo dei Cimamonte vive in una quiete paradossale, fuori dal tempo. Finché un giorno scopre che gli stanno rubando seicento quintali di legname.
    Il 31 marzo sarà scelta la short list di sei libri e martedì 19 maggio sarà proclamata l'opera vincitrice alla Tate Modern di Londra, con un premio anche alla miglior traduzione.
    I 13 libri della long list sono, oltre a 'Il Duca': 'Taiwan Travelogue' del vietnamita Yáng Shuāng-zǐ (tradotto da Lin King); 'The Wax Child' della danese Olga Ravn (tradotto da Martin Aitken); 'Women Without Men' della iraniana Shahrnush Parsipur (tradotto da Faridoun Farrokh), uscito in Italia per Tulemond con il titolo 'Donne senza uomini'; 'The Witch' della francese Marie NDiaye (tradotto da Jordan Stump), pubblicato conil titolo 'La strega' in Italia da Prehistorica; 'On Earth As It Is Beneath' della portoghese Ana Paula Maia (tradotto da Padma Viswanathan); 'The Director' del tedesco Daniel Kehlmann (tradotto da Ross Benjamin), edito in Italia da Feltrinelli come 'Il regista'; 'She Who Remains' della bulgara Rene Karabash (tradotto da Izidora Angel), in Italia uscito perr Bottega Errante con il titolo 'Colei che resta'; 'Small Comfort' della svedese Ia Genberg (tradotto da Kira Josefsson), uscito in Italia come I' dettagli' per Iperborea; 'The Deserters' del francese Mathias Énard (tradotto da Charlotte Mandell), in Italia con il titolo 'Disertare' E/O; 'The Remembered Soldier' della olandese Anjet Daanje (tradotto da David McKay); 'We Are Green and Trembling' dell'argentina Gabriela Cabezón Cámara (tradotto da Robin Myers) e 'The Nights Are Quiet in Tehran' della tedesca Shida Bazyar (tradotto da Ruth Martin), pubblicato in Italia da Fandango con il titolo 'Di notte tutto è silenzio a Teheran'.
    "I libri della longlist presentano tra molti altri, personaggi memorabili come un conquistador argentino queer, un regista tedesco moralmente compromesso, una scrittrice giapponese dall'appetito mostruoso e una nobildonna danese accusata di stregoneria" come spiegano gli organizzatori del Premio.
   

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