Codice miniato di Ippolita Maria Sforza aggiudicato a 537.600 euro
Ab Urbe condita di Tito Livio, stima era fra i 280mila e i 350mila euro
E' stato venduto quasi al doppio del valore stimato il codice miniato di metà Quattrocento appartenuto a Ippolita Maria Sforza, figlia del duca di Milano Francesco Sforza e di Bianca Maria Visconti, battuto all'asta il 25 febbraio nell'asta di Il Ponte dedicata ai libri antichi d'artista.
La stima del prezioso manoscritto 'Ab Urbe condita' di Tito Livio era infatti stimato fra i 280mila e i 350mila euro ed è stato aggiudicato a 537.600 euro (420mila euro di battuto più i diritti d'asta) Si tratta di un codice miniato di 208 carte che nella prima riporta lo stemma degli Sforza, le iniziali H M (Hippolita Maria) e due citazioni di pugno della figlia di Francesco Sforza, una di Cicerone e una di San Girolamo, con la data 1460, una parte della dote di Ippolita Maria Sforza che sposò Alfonso II di Aragona, futuro re di Napoli. Divenne infatti re nel 1494, pochi anni dopo la morte di Ippolita.
Il volume, 'riemerso' dopo sei secoli di oblio e dichiarato nel 2007 dal Ministero dei Beni culturali bene di interesse culturale.
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