Massimo Dapporto alle prese con un 'Pirandello pulp' molto divertente
ANSA - Cultura

Massimo Dapporto alle prese con un 'Pirandello pulp' molto divertente

Sabato 28 febbraio 2026
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con lui Fabio Troiano a smontare e attualizzare il gioco delle parti

(di Paolo Petroni) Ecco uno spettacolo molto divertente, scritto e costruito con gusto e l'ironia di chi sa prendersi in giro, del teatro nel teatro che gioca partendo da Pirandello, maestro di tali situazioni, e arrivando a certi registi con le loro manie di attualizzazione a tutti i costi. Si tratta di ''Pirandello pulp'' di Edoardo Erba, prodotto dal Franco Parenti di Milano con la regia di Gioele Dix e due interpreti che, con misura alla Buster Keaton, sanno coinvolgere e far ridere davvero, Massimo Dapporto e Fabio Troiano, applauditissimi alla sala Umberto (sino a domenica) e poi in tournée.
    Si parte da 'Il giuoco delle parti' che il regista Maurizio (Dapporto) vuole mettere in scena e si trova a doverlo raccontare a Carmine (Troiano), un elettricista datore luci che non sa il suo mestiere con cui si trova a lavorare, e si arriva a un bel finale a sorpresa alla 'Enrico IV', titolo che sin dall'inizio è scritto grande su una lavagna, che risulterà quindi quasi un annuncio.
    Carmine soffre di vertigini e pur di non salire su una scala comincia a discutere tutte le scelte di regia, riportando al proprio modello di gigolò assoldato da mariti guardoni il rapporto tra Leone, sua moglie Silia e l'amante di lei Guido, del quale il marito è consapevole e consenziente, ma per amor di facciata borghese si è riservato il diritto di andare a visitare la consorte quando vuole per una mezz'ora al giorno. Così crollano via via la lingua forbita di Pirandello e tutte le riflessioni e rivolti psicologici, il razionalistico filosofeggiare di Leone che finirà per mandare Guido a morire in duello al posto suo, per puntare su una visione più realistica e concreta, appunto pulp. Carmine con la sua energia conquista via via Maurizio e, in un gioco di divertenti battibecchi e discussioni, l'azione viene spostata da interni borghesi a un parcheggio di periferia dove le coppie si recano per soddisfare le proprie perversioni e dove alla fine spunteranno dei coltelli.
    Tutto procede appunto smontando Pirandello fino a annullarlo facendo dei suoi protagonisti un bull, il gigolò ingaggiato come accade a Carmine, e un cuckold, il marito guardone impotente, secondo moderne definizioni americane, così che il giovane prende in mano la regia e l'altro, pur titubante e rivendicando alcune qualità dell'originale, lo segue affascinato, anche se, quando si arriva al dunque, alcune rivelazioni cambieranno tutte le prospettive e gli ambigui rapporti tra finzione e realtà, tra recitazione e verità saranno una sorta di rivincita della poetica pirandelliana.
   

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