A 30 anni dal restauro una manutenzione farà risplendere il Giudizio Universale
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A 30 anni dal restauro una manutenzione farà risplendere il Giudizio Universale

Sabato 28 febbraio 2026
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Lavori al termine entro la Settimana Santa, si toglie la patina di lattato di calcio

(di Laura Valentini) Riemerge poco a poco la tavolozza brillante di colori del Giudizio Universale di Michelangelo: sono infatti in corso a pieno ritmo, dietro l'enorme ponteggio schermato da un'immagine riproducente il dipinto, i lavori di manutenzione straordinaria del grande affresco realizzato tra il 1536 e il 1541 per decorare la parete dietro l'altare della Cappella Sistina. L'obiettivo è di terminare l'intervento entro la Settimana Santa, come spiegato oggi in un punto stampa cui hanno preso parte oltre alla Direttrice dei Musei Vaticani Barbara Jatta anche tutti gli altri responsabili dei settori interessati dalla ripulitura che restituirà il capolavoro del Buonarroti al suo splendore originario. "Erano 32 anni che non si metteva mano al Giudizio" spiega Jatta riferendosi al restauro completato nel 1994 sotto la supervisione dell'allora Direttore Carlo Pietrangeli.
    In realtà quello in corso "non è un restauro - precisa Jatta - è una manutenzione straordinaria, molto semplice: si tratta solo di levare questo strato superficiale di sale, questo lattato di calcio depositato negli anni e lo si fa attraverso un impacco di acqua distillata e carta giapponese. Quindi è un procedimento molto rapido e ad esso lavorano sui sette piani del ponteggio i nostri restauratori del Laboratorio di restauro Dipinti e materiali lignei, i nostri tecnici del gabinetto di ricerca scientifica, l'ufficio del Conservatore e noi come storici dell'arte e direzione chiaramente veniamo a monitorare il lavoro, ma soprattutto a essere parte di un evento straordinario che riguarda i Musei Vaticani in queste settimane".
    Grazie al monitoraggio annuale effettuato sull'opera ci si era infatti resi conto che si era creata una patina uniforme soprattutto in alcuni punti in prossimità di passaggi d'aria, ovvero una finestra e la porta di uscita. Dopo un anno e mezzo di studi e alcuni piccoli prelievi il responsabile è stato individuato nel lattato di calcio che si forma come un velo a causa della traspirazione corporea dei visitatori. Si tratta di una sostanza facilmente rimovibile, con impacchi di carta giapponese imbevuta di acqua deionizzata. Questa mattina le professionalità al lavoro hanno mostrato l'operazione in corso sul Giudizio a circa centoventi giornalisti portandoli a gruppi sui sette piani di impalcature poste a ridosso dei 180 metri quadri dell'affresco più famoso al mondo. Come spiega all'ultimo piano del ponteggio Fabrizio Biferali, il Curatore del reparto Arte rinascimentale dei musei che ha competenza sulla Cappella Sistina, "l'intervento di pulitura sarà molto rapido, effettuato a turno da due gruppi di dieci restauratori che lavoreranno insieme e non faranno che rimuovere questa sottilissima patina biancastra che è una stratificazione di fatto di acido lattico" il cui accumulo si deve anche al cambiamento climatico e al maggior riscaldamento della superficie terrestre. Paolo Violini, Restauratore Capo presso il Laboratorio Restauro Dipinti dei Musei Vaticani spiega che il deterioramento "nell'insieme si notava poco. Da sotto pero' non riuscivo a vedere più i colori che ricordavo dopo il restauro di 30 anni fa , questo chiaroscuro forte questa volumetria plastica quasi scultorea, era tutto un po' attutito: poi ho capito che non era un mio problema ma era questa patina biancastra ad affievolire la lettura dell'opera". Michelangelo, racconta Biferati, "si riteneva uno scultore e fu 'obbligato' a dipingere la Cappella Sistina prima da zero e cioè a partire dalla volta mentre il Giudizio è un affresco molto successivo perché inizia a dipingerlo dal 1536 e sarà completato nel '41. Sono circa 5 anni e mezzo di pitture" che hanno dato vita a un'opera di "straordinarietà iconografica, un unicum sotto molti punti di vista soprattutto proprio figurativo - spiega - a partire dagli angeli perché sono senza ali, quindi l'artista non vuole rendere distinguibili le figure angeliche dalle figure umane come a dire che siamo tutti davanti al giudizio divino senza gerarchie interne" L'installazione del ponteggio è stata possibile grazie alla cooperazione con la Direzione delle Infrastrutture e Servizi del Governatorato dello Stato Vaticano. La pulitura dell'affresco è sostenuta dal Capitolo della Florida dei Patrons of the Arts in the Vatican Museums.
   

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