Gianni Parisi, quando Massimo Troisi invocò la Madonna del Carmine
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Gianni Parisi, quando Massimo Troisi invocò la Madonna del Carmine

Domenica 1 marzo 2026
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Il 'cattivo' di Gomorra e della sceneggiata porta in scena 'Da Ponente a Levante'

(di Angelo Cerulo) "Mamma r'o Carmine, che sta succedendo?": sorride Gianni Parisi - 'cattivo' in Gomorra e nella sceneggiata di Mario Merola - quando racconta un aneddoto riguardante Massimo Troisi, giovane protagonista alle prime esperienze in una rappresentazione sacra a San Giorgio a Cremano. Spiega l'attore 68enne durante uno spettacolo per la stagione teatrale della Fondazione Banco di Napoli con direttore artistico Nicola Le Donne: "Massimo interpretava Gesù in croce, improvvisamente la croce si inclinò e, spaventato, Massimo invocò l'aiuto della Madonna del Carmine".
    Parisi ne parla con un forte richiamo alle origini della sua città alle porte di Napoli in un coinvolgente show dal titolo "Da Ponente a Levante' (con Guido Della Gatta e Claudia Paganelli): "Uno spettacolo che racconta la mia carriera artistica, i miei 45 anni di teatro. Bisognerebbe dire da Levante a Ponente perché è questo il giro del sole; ma siccome ho fatto il boss Gerlando Levante nella serie 'Gomorra' ora faccio un viaggio all'inverso". Un cattivo che, nella sceneggiata, diventa '' 'o malamente" verso il quale una volta, in un teatro della provincia napoletana, uno spettatore voleva dare a Merola una pistola vera per uccidere sul palco l'attore Parisi dal momento che la pistola finta nelle mani del grande artista napoletano si era inceppata. Ma Parisi è 'cattivo' anche nella vita? "No, no, assolutamente no. Diceva la mia maestra Luisa Conte che l'attore vero si vede quando fa una cosa che nella vita non è" tiene a sottolineare l'attore, sposato e con due figli.
    Fra aneddoti e gag, poesie e ricordi, Parisi - il 'cattivo' a cui piace interpretare anche ruoli di caratterista comico e brillante - traccia un percorso che lo ha visto fra i protagonisti della scena artistica napoletana e italiana. Alle spalle una famiglia non di artisti ma di innamorati del teatro, il viaggio parte dalla parrocchia a San Giorgio a Cremano, con le prime esperienze insieme con Troisi. Poi comincia l'avventura con Mario Merola: "Mi chiamò per fare la 'sceneggiata'. Sono stato sempre grosso e imponente, quindi immediatamente cominciai a fare il ruolo del 'cattivo'".
    Segue la "straordinaria indimenticabile parentesi" al Teatro Sannazaro, recentemente distrutto dalle fiamme. E qui il racconto si fa emozione: "Diciannove anni complessivamente al Sannazaro prima con la grande Luisa Conte poi con la nipote Lara Sansone e altri artisti". Esperienza, intervallata, con spettacoli importanti con i grandi Aroldo Tieri e Giuliana Lojodice. E ancora 8 anni di lavoro con Carlo Buccirosso. E, in contemporanea, cinema e televisione. Molti lo conoscono con la serie Gomorra nei panni del boss Gerlando Levante. Ma per la tv e il cinema aveva già fatto tanto. Era stato scelto da Vanzina per Anni '50, Anni '60. Poi Un Ciclone in famiglia.
    Ma è il rapporto col Teatro Sannazaro che ha lasciato un segno indelebile nel suo cuore e nella sua mente: "Le fiamme dei giorni scorsi? Ho perso casa mia. Tutti i miei ricordi. Mi sono fidanzato al Sannazaro, mi sono sposato al Sannazaro. Tutta la mia vita è passata da quel Teatro. Ci ho anche dormito: facevamo le prove il pomeriggio, lo spettacolo la sera, la mattina dopo alle 8 la mattinata per gli studenti. E quindi rimanevo". Che bisogna fare in modo per rilanciare il Sannazaro distrutto? "Innanzitutto ricostruirlo - conclude Parisi - Ho letto una cosa molto bella: non bisogna chiedere quanto ci costerà ricostruirlo, ma ci dobbiamo chiedere quanto ci è costato perderlo".
   

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