Titizé, a Roma il sogno veneziano tra acrobazie, clownerie e poesia
ANSA - Cultura

Titizé, a Roma il sogno veneziano tra acrobazie, clownerie e poesia

Lunedì 2 marzo 2026
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Al Teatro Olimpico debutta lo spettacolo di Daniele Finzi Pasca

(di Luciano Fioramonti) Sirene e bagnanti in costume rétro che fluttuano nell'aria, danze e figure acrobatiche suggestive tra cialtronate da clown, momenti poetici e numeri di magia nell' atmosfera sospesa di una Venezia senza tempo. E' il mondo onirico e fantastico di ''Titizé - a venetian dream'', lo spettacolo di Daniele Finzi Pasca che debutta nella capitale per la stagione dell' Accademia Filarmonica Romana dal 4 all' 8 marzo al Teatro Olimpico dopo una lunga tournèe europea che ha richiamato oltre 80 mila persone. Una celebrazione del linguaggio del corpo per suscitare stupore e portare lo spettatore in una dimensione surreale fra tradizione e innovazione, con le trovate della commedia dell' arte intrecciate anche alla tecnologia del laser per creare con la luce spazi inesistenti e architetture visive. Il titolo richiama il veneziano ''tu sei'', ma è un modo per chiedere allo spettatore ''chi sei veramente?'', un invito a guardarsi dentro, dice Pasca. A Venezia tra realtà e sogno può accadere di tutto, osserva ricordando che proprio in questa città fu venduto il primo biglietto per uno spettacolo, anche se si trattò di teatro anatomico, dove la dissezione dei cadaveri induceva la curiosità a scoprire come siamo fatti. ''Noi facciamo lo stesso - spiega il regista -, cerchiamo di creare bellezza, sensualità, dramma e allegria per spingere lo spettatore a scoprire che cosa c' è dentro ognuno di noi''.
    Co-prodotto dalla Compagnia Finzi Pasca con il Teatro Stabile del Veneto e in partnership con Gli Ipocriti Melina Balsamo, lo spettacolo - che lascia la città della laguna per la sua prima uscita italiana - racconta il rapporto fra Venezia, l'acqua e l'uomo. Daniele Finzi Pasca, tra fondatori della compagnia di base a Lugano, in oltre 40 anni di attività internazionale ha realizzato più di 40 spettacoli, fra cui tre cerimonie olimpiche, due spettacoli per il Cirque du Soleil e nove opere liriche, che hanno toccato i palcoscenici di circa 600 teatri e festival in 46 nazioni, per oltre 15 milioni di spettatori. Le musiche sono di Maria Bonzanigo e sono state eseguite dall'Orchestra di Padova e del Veneto, la scenografia è a cura di Hugo Gargiulo, i costumi sono di Giovanna Buzzi. Tutto è incentrato sull' aspetto visivo e sulla plasticità dei corpi, in una Venezia quasi sempre notturna e impalpabile, tra musica e canto mentre la parola occupa uno spazio marginale. Ma il successo è dovuto alla sintonia che lega gli artisti della compagnia. Alcuni lavorano da 42 anni insieme, sono nati matrimoni, prima di ogni spettacolo ci si riunisce tutti in silenzio ''per armonizzarsi'' e per una sorta di protezione reciproca. ''Cominciò tutto con un sogno: raccontare storie convinti che il teatro può curare - dice il regista -. Alla base eravamo ginnasti e poi attori che lavorano con il corpo secondo la tradizione orientale. La commedia dell' arte conserva questa predisposizione basata non solo su musica e parole''. Sul palcoscenico i dieci artisti creano immagini e scene nel linguaggio stralunato dei clown, puntando ''ad un modo diverso di sorprendere: tutti sogniamo di volare ma l'acrobazia ci distanzia dal circo''. Cercare l' equilibrio, ricorda il regista, è il modo più antico per interrogarci sulle cose più profonde: la sorpresa è la stessa che si prova quando un bimbo per la prima volta riesce a stare in piedi. ''La nostra fortuna - rimarca - è che siamo sintonizzati, abbiamo tutti lo stesso senso del bello''.
   

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