Crescono i visitatori nei luoghi di cultura, nel 2025 il 15,8% in più
Fondazione Delphos, nelle grandi venue sei biglietti su dieci sono digitali
I visitatori dei luoghi di cultura crescono del 15,8% tra il 2024 e il 2025, con i parchi archeologici che da soli generano oltre 10,2 milioni di ingressi, più di 1,1 milioni per sito. Lo si legge nel nuovo "Osservatorio Fondazione Delphos Big Data e Luoghi della Cultura", realizzato con il supporto di formules S.r.l. e la curatela di Guido Guerzoni, docente dell'Università Bocconi e direttore scientifico della Fondazione Delphos, e presentato oggi a Roma nel corso del convegno "Big Data e Luoghi della Cultura" a cura della Fondazione Delphos e del Ministero della Cultura.
La ricerca si fonda sui dati provenienti dal sistema di biglietteria MidaTicket, per un totale di 49,2 milioni di titoli di accesso emessi tra il 2024 e il 2025 (26,7 milioni lo scorso anno) sul territorio nazionale in 226 luoghi della cultura. Di questi, l'1,3% è statale, il 38,5% è pubblico non statale, il 17,3% appartiene ad aziende o cooperative, il 38% a privati (come fondazioni e associazioni) e il 4,9% è di proprietà ecclesiastica.
Sette visitatori su dieci provengono dall'estero. Gli italiani sono il 30,33%, mentre il Regno Unito balza in testa come primo mercato straniero (13,1%), superando gli Stati Uniti, in lieve calo (10,7%) così come la Spagna (6,1%). Registrata una crescita dei mercati come la Finlandia, che passa dallo 0,3% al 2,1%.
È cresciuto il costo medio per un biglietto intero (il 6% in più, da 10,32 euro a 10,97 euro), con il Lazio al primo posto per quanto riguarda il valore medio più elevato (14,34 euro), seguito da Piemonte (13,48 euro) e Campania (12,37 euro).
All'estremo opposto l'Emilia-Romagna, che presenta il prezzo medio più contenuto, pari a soli 4,40 euro. Quanto al numero totale di biglietti emessi, il Nord registra il 49,7%, il Centro il 46,9%, mentre il Sud si ferma al 3,4%.
La cassa fisica rimane il canale principale utilizzato, ma passa dal 62,9% del 2024 al 56,5% del 2025. Contestualmente l'online sale di oltre 4 punti (36,8% contro il 32,6% dell'anno precedente). Nelle grandi venue con oltre 80mila visitatori mensili, però, il digitale è già dominante: quasi sei biglietti su dieci sono venduti online (il 59,3%) e i pagamenti dematerializzati coprono quasi il 70% delle transazioni.
L'Italia resta comunque un Paese di visitatori 'last minute': la maggioranza acquista il ticket lo stesso giorno della visita.
Il no-show, ovvero il fenomeno per cui chi ha acquistato un titolo di accesso non effettua la visita, resta rilevante: cresce nei parchi e giardini storici (è il 13%, nel 2024 era il 4%), penalizzati da fattori esterni come quelli meteorologici, ma diminuisce nei musei (dall'8% al 5%) e nelle sedi espositive (dal 10% al 5%). "Una pianificazione fondata su analisi puntuali e strumenti conoscitivi adeguati consente non solo di governare i flussi di visitatori - ha sottolineato Alessio De Cristofaro, direttore dell'Istituto centrale per la valorizzazione economica e la promozione del patrimonio culturale del ministero della Cultura - ma anche di orientare la distribuzione delle presenze e delle risorse disponibili verso i musei e i luoghi della cultura di dimensioni minori".
Nel corso del convegno è stata presentata ufficialmente la Fondazione Delphos, centro di ricerca indipendente che ha assunto la guida dell'Osservatorio. "Il Rapporto 2026 non è una semplice fotografia statistica, ma una risposta alla mancanza di analisi sistematiche nel comparto culturale - ha affermato Sergio Bellini, presidente della Fondazione -. L'obiettivo è fornire ai decisori e ai player del mondo della cultura strumenti concreti per ottimizzare l'accoglienza, prevedere i flussi ed elaborare politiche di prezzo eque".
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