Mastelloni svela aspetti del Lodo Moro e gli intrighi di Carlos
Ma anche la nascita di Hezbollah e vicende inedite di Federico Umberto D'Amato
CARLO MASTELLONI, LO STATO BIFRONTE (AMAZON, PP. 390, EURO 19) Il Lodo Moro, le inquietanti figure di Carlos, del banchiere svizzero Genoud, la nascita di Hezbollah, aspetti inediti della vita del prefetto Federico Umberto D'Amato; i ricatti della Loggia P2. Sono alcuni degli argomenti trattati nell'ultimo libro dell'ex procuratore Carlo Mastelloni "Lo Stato Bifronte" in cui dialoga con il giornalista Giuliano Sadar.
"Patti, ricatti e riscatti durante la Guerra Fredda" sintetizza Mastelloni, che "allignavano per esempio nei sotterranei del Lodo Moro e negli accordi con Gheddafi, il nuovo dittatore da tutelare in cambio dell'oro nero libico con l'impegno italiano di scongiurare gli attacchi armati dei suoi dissidenti". Ma secondo il magistrato, "il Lodo arrivò ad abbracciare anche il venezuelano Carlos agli ordini del capo delle Operazioni all'estero di George Habbasch, Wadi Haddad".
Mastelloni ritiene che l'Italia abbia "chiuso un altro occhio con l' OLP, fingendo di ignorare l'alleanza di Arafat con il banchiere di Losanna, l'ex nazista e finanziatore della rete Odessa Francois Genoud", il quale, "incentivava la cassa della Banca araba con il tesoretto degli esuli algerini e i molti denari delle famiglie saudite". Il libro descrive "i patti di ferro stretti con i capi palestinesi nel '70 dal banchiere che con i propri soldi avrebbe provveduto alla difesa processuale dei fedayn arrestati. Così come lo stesso banchiere avrebbe, dal '77, garantito la difesa del piccolo esercito di mercenari di Separat capeggiato da Carlos".
Nel libro si ripercorrono le tappe della nascita di Hezbollah, realtà antisionista, e "l' impiego seriale terroristico che ne fece l'Ayatollah Khomeyni in Francia a metà degli anni Ottanta".
E infine, "aspetti inediti del prefetto Federico Umberto D'Amato, i ricatti della Loggia P2" e "Andreotti a bordo dell'aereo privato di un esule libico - un discusso magnate, mercante d'armi e mediatore internazionale - residente a Ginevra".
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