Il futuro ha un cuore antico, una mostra su Gaza alla Fondazione Merz
Con l'Egizio di Torino e il Mah - Musée d'art e d'histoire di Ginevra
La storia millenaria di Gaza raccontata attraverso l'incontro tra archeologia e arte contemporanea. È questo il cuore della mostra "Gaza il futuro ha un cuore antico. Materie e memorie del Mediterraneo", un grande progetto internazionale promosso dalla Fondazione Merz con il Museo Egizio di Torino e il Mah -Musée d'art et d'histoire de Genève.
L'esposizione dal 21 aprile al 27 settembre propone uno sguardo che va oltre la cronaca del conflitto per restituire la profondità storica e culturale di Gaza, crocevia millenario di commerci, culture e religioni. In mostra circa ottanta reperti archeologici, datati dall'Età del Bronzo al periodo ottomano, provenienti dalle collezioni del museo ginevrino - dove sono custoditi temporaneamente su mandato dello Stato di Palestina - e dal Museo Egizio torinese.
Accanto ai reperti dialogano le opere di artisti contemporanei palestinesi e internazionali, tra cui Samaa Emad, Mirna Bamieh, Khalil Rabah, Vivien Sansour, Wael Shawky, Dima Srouji e Akram Zaatari. A completare il percorso espositivo, una selezione di fotografie provenienti dall'archivio dell'Unrwa. I reperti esposti fanno parte di una collezione di circa 500 oggetti provenienti da Gaza, inizialmente destinata alla creazione di un museo archeologico in Palestina, progetto mai realizzato a causa dei conflitti che hanno attraversato l'area.
La mostra si inserisce così nel dibattito internazionale sulla distruzione del patrimonio culturale nei contesti di guerra. Non si tratta solo della perdita di monumenti e siti archeologici, ma anche della scomparsa delle comunità che li hanno abitati e tramandati.
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