Caso Venezi, consigliere del MiC si dimette dalla Fenice
ANSA - Cultura

Caso Venezi, consigliere del MiC si dimette dalla Fenice

Mercoledì 11 marzo 2026
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Tortato, "è questione solo politica". M5s e Pd Venezia, "con le dimissioni il Re è nudo"

(di Mauretta Capuano) Non c'è pace per La Fenice di Venezia. All'indomani del voto consultivo con cui è stata confermata la nomina di Beatrice Venezi a direttore musicale, da ottobre 2026, del Gran Teatro veneziano, si è dimesso il consigliere d'indirizzo della Fondazione Teatro La Fenice, Alessandro Tortato, nominato dal Ministero della Cultura nel 2025.
    "A questo punto è evidente che la questione si è fatta meramente politica e che, di conseguenza, non c'è alcun bisogno di avere un musicista tra i consiglieri. Quindi me ne vado" ha scritto Tortato in un lungo post sui social.
    Non si fanno attendere le reazioni del M5s e del Pd Venezia. "A dimettersi dovrebbe essere chi ha nominato Venezi" dicono in Commissione Cultura gli esponenti del M5s e sottolineano che le dimissioni di Tortato sono "l'ennesima prova che la nomina di Beatrice Venezi rappresenta una scelta fatta in sfregio ai lavoratori e al prestigio di uno dei teatri lirici più importanti del mondo". "Mettono 'a nudo il Re', facendo cadere definitivamente il velo sull'ipocrisia che oggi pervade la governance del Teatro, dove la competenza viene sacrificata sull'altare della politica e delle logiche di potere" dice il Pd Venezia delle dimissioni di Tortato. Dopo mesi di polemiche e proteste che hanno visto in prima linea i lavoratori della Fenice, a criticare il sovrintendente Nicola Colabianchi è il consigliere del Mic: "si può essere in disaccordo, protestare, parlare di prassi violata, ma la nomina - sottolinea - è lecita. Non è altrettanto lecito, o perlomeno corretto, che Colabianchi faccia sapere che la nomina è stata approvata all'unanimità dal Consiglio d'indirizzo, cosa mai avvenuta. Il Consiglio, sempre da Statuto, non ha alcun titolo per esprimersi in merito alle nomine artistiche".
    Il caso Venezi aveva fatto mobilitare ieri anche la Slc Cgil Veneto che, dopo la ratifica della nomina aveva attaccato Colabianchi: "tutti sanno che la nomina gli è stata in realtà imposta da Roma nella persona del sottosegretario Mazzi sia nei tempi che nei modi" e la Cgil Venezia aveva sottolineato il "solito metodo Brugnaro: decidere da padrone e non da rappresentante delle istituzioni".
    Tortato nel suo lungo post non ha risparmiato neppure i sindacati che lo hanno duramente criticato durante il braccio di ferro sul welfare: "Visto che stiamo parlando della Fenice e non della bocciofila di Maerne (che non esiste, così non offendo nessuno), era assolutamente sensato sospendere il pagamento di quell'erogazione liberale sin quando non si avesse avuto la certezza che quei soldi sarebbero entrati in cassa". Il consigliere del MiC si è rivolto anche alla Venezi precisando che: "non è lecito da parte sua - o per lo meno non è da me accettabile - parlare pubblicamente della Fenice come di un 'teatro con gestione anarchica', affermazione che chiama in causa il Sovrintendente, il Presidente e l'intero Consiglio".
    Tortato insiste, infine, che nei confronti della direttrice immaginava "almeno una presa di posizione da parte della governance del Teatro a cui appartengo".
   

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