'Flowers', al Chiostro del Bramante va in scena la natura
A Roma dal 18 marzo al 6 settembre il progetto espositivo in tre macro sezioni
'Flowers. Meravigliosa Natura' è il titolo della mostra che il Chiostro del Bramante ospita dal 18 marzo al 6 settembre e che segue il fortunato progetto espositivo 'Flowers. Dal Rinascimento all'intelligenza artificiale'. Questo nuovo capitolo amplia il proprio sguardo e dal fiore, come elemento simbolico, politico e poetico, si dedica ora al tema della natura nella sua totalità, intesa come universo organico e mutevole in cui forme vegetali e animali, elementi marini e molteplici specie convivono e dialogano in un equilibrio dinamico.
Il percorso espositivo si articola in tre macrosezioni — Arte ed ecologia, Arte e scienza, Arte e politica — offrendo un itinerario in cui opere antiche e contemporanee si confrontano in un continuo gioco di rimandi e connessioni. La mostra riunisce artisti nazionali e internazionali e presenta opere che spaziano dal Seicento fino alla contemporaneità, includendo lavori realizzati con le più recenti tecnologie e con l'IA, a testimonianza di un dialogo costante tra tradizione e innovazione. La mostra prevede anche l'integrazione di significativi prestiti provenienti da prestigiose collezioni italiane tra cui la Biblioteca Casanatense, la Villa Medicea di Poggio a Caiano, il Museo della Natura Morta, la Pinacoteca Tosio Martinengo di Brescia e il Museo Civico di Zoologia di Roma. E' dunque possibile ammirare il diorama dedicato agli Oceani e alla Foresta Bavarese, in dialogo con nuove opere e installazioni contemporanee — tra cui 'Enter the Plastocene' di Tamiko Thiel and/p e 'Sunday's lunch 02' di Eugenio Tibaldi — e con le opere del XVII e XVIII secolo di Margherita Caffi, Filippo Teodoro di Liagno detto Filippo Napoletano e Pietro Neri Scacciati. I visitatori ritrovano alcune opere del primo capitolo, come le installazioni 'site specific' di Austin Young e Zadok Ben-David, accanto a nuove opere di artisti già presenti nella precedente edizione — tra cui lo stesso Zadok Ben-David e Tamiko Thiel and/p — per approfondirne ulteriormente linguaggio e ricerca. Completano la narrazione nuovi prestiti di Tracey Bush, Rob and Nick Carter, Ann Carrington e un nucleo inedito di lavori di Zadok Ben-David, ampliando la riflessione su biodiversità, fragilità degli ecosistemi e responsabilità collettiva. Nella mostra c'è anche una grande attenzione al pubblico delle famiglie e dei più piccoli, con un itinerario kids e una sala dedicata alla sperimentazione e al gioco.
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