Salvatore Ottolenghi, storia di colui che portò la scienza nella polizia
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Salvatore Ottolenghi, storia di colui che portò la scienza nella polizia

Mercoledì 18 marzo 2026
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L'uomo che ha dato un'impronta moderna alle indagini

(di Francesco De Filippo) ROBERTO RICCARDI, SALVATORE OTTOLENGHI (Giuntina, pp.196; 18 euro) La Scuola di Polizia Scientifica, l'Istituto di Medicina legale, il Museo Criminologico, il "cartellino segnaletico" e il "ritratto parlato del sopralluogo", la trasmissione telegrafica delle impronte e dei dati biometrici e perfino la carta d'identità. Salvatore Ottolenghi (1861-1934) è il padre della polizia scientifica, l'uomo che dà una svolta razionale al rapporto delle istituzioni con il mondo del crimine. E se a dirlo - e a scriverlo tanto da dedicargli è un libro - è un generale dei Carabinieri come è Roberto Riccardi, c'è da crederci.
    Ottolenghi non è una meteora, un visionario appassionato, al contrario, è un razionale che trasforma in scienza ciò che prima che era affidato al fiuto degli investigatori quando non all'esercizio della forza. È allievo di un astigiano come lui, Cesare Lombroso, che già aveva tentato una classificazione degli individui attraverso i caratteri somatici. Fallì, ma intanto avviò una svolta; il suo allievo proseguì in quella impostazione abbattendo però il muro che si era creduto esistesse tra buoni e cattivi. Dunque, ad esempio, restituendo ai galeotti, ai "cattivi" una dignità, la titolarità di diritti come tutti gli altri esseri umani. Aggiungendovi magari la possibilità di espiazione, di redenzione sociale. Forse influenzato dalla giovane scienza della sociologia, Ottolenghi individuò nella spinta a delinquere l'estrazione sociale, le esperienze vissute, l'ambiente. Prevenzione, non solo repressione e quest'ultima esercitata con intelligenza, sottratta di una spinta punitiva.
    Insomma, in una parola: il progresso.
    Riccardi passa in rassegna i casi di crimine più eclatanti dell'epoca, ricostruendo i passaggi delle indagini e confrontando i vari metodi di investigazione: dal delitto Matteotti al caso Girolimoni, allo smemorato di Collegno.
    Con le leggi razziali e i primi rastrellamenti, la famiglia Ottolenghi, come tanti altri ebrei, fu costretta a fuggire per evitare il lager.
    Ottolenghi nel suo approccio pionieristico non solo riuscirà a costituire una vera scuola, che gli sopravviverà, ma riuscirà a creare una rete tra i vari presidi della pubblica sicurezza (in Italia) e tra le polizie di vari Paesi. E negli Stati Uniti, dove sarà invitato per illustrare i suoi metodi, riscuoterà un successo notevolissimo. E a dimostrazione della fama e della rilevanza sociale, oltre a medaglie, diplomi e attestati, nel Museo delle Cere in piazza Santi Apostoli a Roma, dal 2017 c'è una statua che lo raffigura, seduto alla scrivania intento a studiare.
   

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