Ancona capitale italiana della cultura 2028, la festa in Comune
Piena la sala del Consiglio. Acquaroli: "risalto per territorio rimasto troppo ai margini"
Una conferenza stampa che sembra più una festa. La sala del Consiglio comunale di Ancona si sta riempiendo aspettando il sindaco di Ancona, Daniele Silvetti, e l'assessora comunale alla Cultura, Marta Paraventi, di ritorno da Roma dopo la proclamazione di Ancona come Capitale della cultura italiana 2028.
Abbracci, sorrisi e strette di mano: l'entusiasmo di tanti esponenti politici locali e rappresentanti delle istituzioni che sono arrivati a Palazzo del Popolo, dove nel balcone esterno è già stato esposto lo striscione con la scritta "Ancona è Capitale italiana della cultura 2028".
"Il risultato dà continuità allo straordinario risultato che aveva ottenuto appena due anni fa la città di Pesaro - ha detto il presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli, rispondendo alle domande dei cronisti -. Oggi con il capoluogo di regione si dà ancora più risalto a un territorio che per troppi anni è rimasto ai margini, nella periferia del Paese, e che oggi giustamente sta conquistando i propri spazi e riconoscimenti fondamentali per dare consapevolezza al territorio per far conoscere a tutta Italia la bellezza di questa terra".
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