Scoperta una domus imperiale nella Saepinum romana in Molise
Dagli scavi emergono storia, traffici e vita quotidiana
Una domus monumentale affacciata sul decumano emerge dagli scavi di Saepinum, restituendo un tassello decisivo per ricostruire la storia della città antica. La scoperta, frutto delle indagini condotte tra il 2023 e il 2025 nel sito di Altilia, in provincia di Campobasso, conferma il ruolo centrale del centro romano e apre nuove prospettive di ricerca sul suo sviluppo urbano e sociale.
Le ricerche, sostenute dal ministero della Cultura tramite la direzione generale Musei, si sono concentrate nel settore di Porta Bojano. Qui è stata riportata alla luce una domus di eccezionale rilievo con ingresso monumentale su una delle principali strade urbane. L'edificio documenta una lunga continuità di vita, dalla prima età imperiale fino al VI secolo d.C., e testimonia modelli abitativi di alto livello.
I reperti - tra cui ceramiche, antefisse, monete e oggetti d'uso quotidiano - raccontano sia i contatti commerciali con il Mediterraneo sia i cambiamenti funzionali degli spazi nella tarda antichità. Tra le scoperte più significative figura un grande contenitore in piombo decorato con motivi solari e teste di Gorgone, parte di un sofisticato sistema domestico per il riscaldamento dell'acqua.
La campagna 2025 ha restituito anche frammenti architettonici in marmo e un'iscrizione onoraria del 139 d.C., sotto Antonino Pio, che attesta il legame tra Saepinum e la casa imperiale.
Sono inoltre ripresi, dopo oltre vent'anni, gli scavi nel Foro, nell'area retrostante l'Arco dei Nerazi: lo studio di circa 400 blocchi lapidei sta approfondendo la conoscenza del complesso monumentale e delle fasi più antiche. Le indagini chiariscono il passaggio dall'insediamento sannitico alla città romana e hanno individuato strutture produttive di età tardo-repubblicana, probabilmente legate alla lavorazione della lana.
Ulteriori risultati provengono dagli scavi lungo il cardo massimo presso Porta Terravecchia, che hanno documentato la continuità d'uso della strada anche in età post-antica. Tra le scoperte, un tesoretto di monete del V secolo d.C., riferibile alla fase bizantina.
"I risultati delle ricerche a Saepinum - sottolinea il direttore generale Musei Massimo Osanna - confermano l'importanza della ricerca archeologica come strumento fondamentale di conoscenza".
Per il direttore del Parco archeologico di Sepino, Enrico Rinaldi, "le nuove scoperte confermano il ruolo centrale di Saepinum nella rete urbana dell'Italia romana e aprono nuove prospettive per lo studio e la valorizzazione del sito".
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