Ozon, 'Camus attuale anche di fronte alla follia umana di oggi'
ANSA - Cultura

Ozon, 'Camus attuale anche di fronte alla follia umana di oggi'

Giovedì 19 marzo 2026
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Il regista a Roma per Lo Straniero, 'remake italiano di '8 donne'? Dice qualcosa di voi'

Questo momento storico di conflitti, "lo vivo come tutti con una grande angoscia. È difficile razionalizzare ciò che sta accadendo. Allo stesso tempo, cerco di trovare un senso in ciò che sta succedendo. Ed è interessante tornare proprio al pensiero di Camus, che di fronte all'assurdità del mondo, alla sua mancanza di significato e alla follia umana non propone il nichilismo ma la rivolta, l'azione e la lotta contro le ideologie". Parola del cineasta francese Francois Ozon, a Roma per presentare Lo Straniero, adattamento dell'omonimo capolavoro del grande scrittore francese. Il film, con Benjamin Voisin, Rebecca Marder, Pierre Lottin (che per la sua performance ha vinto il Cesar) dopo il debutto in gara alla Mostra del Cinema di Venezia 2025 esce in sala dal 2 aprile con Bim e Lucky Red.
    Lo Straniero di Camus, pubblicato nel 1942, tradotto in 75 lingue (edito in Italia da Bompiani), è il terzo romanzo francese più venduto al mondo (dopo Il Piccolo Principe e Ventimila leghe sotto i mari). Anche Luchino Visconti l'aveva adattato per il grande schermo nel 1967 con protagonista Marcello Mastroianni. Ozon rilegge la storia con una prospettiva sull'oggi, ma girandolo in bianco e nero e mantenendo l'ambientazione in Algeria, nel 1938.
    Protagonista è Meursault (Voisin), impiegato trentenne ad Algeri, che vive la vita senza mostrare emozioni, anche quando si tratta di partecipare al funerale della madre, che lui aveva fatto trasferire in un ospizio. Le sue giornate sono scandite dalla routine e dalla relazione passionale ma senza un reale coinvolgimento con Marie (Marder). Tutto cambia quando il violento vicino di casa Sintès (Lottin) lo coinvolge nei suoi guai con la polizia, fino a una torrida giornata al mare, in cui Meursault compie un atto che cambia per sempre il suo destino. "Se alcuni anni fa mi avessero proposto di fare un film da Lo Straniero, avrei risposto mai nella vita". D'altronde negli anni il libro, anche per l'adattamento, di Luchino Visconti, "di cui anche lui stesso non era contento, perché avrebbe voluto Alain Delon al posto di Mastroianni e per le imposizioni della vedova di Camus" racconta Ozon, il romanzo "si era guadagnato la fama di essere impossibile da trasporre al cinema".
    L'autore di Potiche ha deciso di tentare la sfida dopo che non era riuscito a trovare i finanziamenti per un altro progetto con Benjamin Voisin (già da lui diretto in Estate '85) "su un ragazzo che di fronte all'assurdità della vita tentava il suicidio. Gli amici mi dicevano che la sceneggiatura ricordava molto Lo Straniero, così ho deciso di rileggerlo e mi sono reso conto di quanto fosse moderna e misteriosa la storia". Ozon ha messo in risalto, in particolare, come nell'Algeria di quegli anni, "pur vivendo a fianco dei francesi, contro la comunità araba c'era una sorta di apartheid". Così "ho evidenziato il contesto politico, dando ad esempio un nome al personaggio arabo (con un ruolo centrale nel racconto, ndr) che nel romanzo non ce l'ha" e sviluppando di più i personaggi femminili, "anche visto che quelli maschili nel libro sono tutti tossici".
    Tra le sorprese, per il regista c'è l'impatto che il film ha avuto sul pubblico più giovane: "Il protagonista, Meursault, è molto complesso, un po' astratto, è come una pagina bianca. Nel presentare Lo Straniero, lo descrivevo anche come un personaggio quasi autistico, isolato dal mondo nella sua insensibilità...
    eppure molti ragazzi mi hanno detto di ritrovarsi un po' in lui.
    Credo che questo libro risuoni così profondamente nelle giovani generazioni, perché coglie qualcosa dell'adolescenza. A quell'età, scopri il mondo e ti confronti con una sorta di disillusione. Ti allontani un po' dal mondo, lo osservi e puoi comportarti in modo strano". Ozon infine, rispondendo alle domande, accenna anche a 7 donne e un mistero, la versione italiana, firmata da Alessandro Genovesi nel 2021, di uno dei film più famosi del regista francese, la commedia noir/musical 8 donne e un mistero (2002): "L'ho visto in italiano, e siccome non lo parlo, non ho capito niente, ma sono rimasto scioccato nel vedere che le donne erano diventate sette e che quella che non c'era più era la donna nera. Mi sono detto che forse questo racconta qualcosa degli italiani... Poi non c'erano più le canzoni - chiosa - e non ho letto critiche molto buone".
   

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