'Gli anni in bianco e nero', torna Francesca Giannone con il terzo romanzo
ANSA - Cultura

'Gli anni in bianco e nero', torna Francesca Giannone con il terzo romanzo

Venerdì 20 marzo 2026
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Una storia di donne in libreria il 26 maggio per Nord Edizioni

FRANCESCA GIANNONE, GLI ANNI IN BIANCO E NERO (NORD EDIZIONI) Francesca Giannone, l'autrice di 'La Portalettere', romanzo più venduto del 2023, e di 'Domani, Domani', libro tra i più letti in Italia nel 2024, torna in libreria con l'atteso 'Gli anni in bianco e nero', il suo terzo romanzo che esce il 26 maggio 2026, sempre per Nord Edizioni. È una storia di donne, delle quattro sorelle Maria, Giovanna, Ada e Mimì alla ricerca, nel Salento degli anni '60, del proprio destino. Una storia di sogni ostinati che, piano piano, accendono di colore le loro vite in un'Italia che guarda al futuro con occhi nuovi.
    "Ho sentito dire che ogni storia è il racconto di qualcuno che arriva in un posto o di qualcuno che se ne allontana. Non so se è vero, o perlomeno se lo è sempre. Ho la sensazione che certi racconti comincino e finiscano con chi resta. Tutti gli avvenimenti che mi hanno portato qui, ora, al binario numero tre, narrano di una storia iniziata con quattro ragazze che erano sempre state lì, in un mondo in bianco e nero", afferma Giannone che è diventata subito un caso letterario con oltre 800 mila copie vendute ed è tradotta in 44 Paesi.
    Nella sartoria della famiglia Elia, il tempo scorre al ritmo lento dell'ago e del filo, scandito dai divieti del padre, che teme la libertà delle figlie perché in quegli anni le donne devono restare al loro posto. Eppure, in quelle quattro ragazze, qualcosa preme per uscire: la musica ribelle di Giovanna, i romanzi di Jane Austen in cui Ada si rifugia, la volontà di Maria di non accontentarsi e, soprattutto, la sete di immagini di Mimì, la più giovane, che, dalla cabina di proiezione del Cinema Apollo, mentre vede i film di Fellini e Visconti, scopre che la realtà può essere montata diversamente. E decide che sarà lei a tenere la macchina da presa.
    Così, mentre tutt'intorno si accendono le lotte operaie e le occupazioni studentesche e si formano i primi gruppi femministi, dentro casa Elia si combatte una rivoluzione silenziosa per riuscire a chiamare per nome il desiderio e la violenza, il diritto al lavoro e quello al piacere. Mimì filma tutto, non cerca la bellezza, cerca la verità: riprende le sorelle che danno vita a un'impresa quasi impossibile, gli sguardi e i gesti impercettibili ma rivelatori, un matrimonio "normale" eppure pieno di incertezze. Con forbici e determinazione, realizza un film che nessuno le ha chiesto di girare. "Perché raccontare è resistere. Perché raccontando si può cambiare la vita, la propria ma anche quella degli altri. Perché tutti noi abbiamo vissuto anni in bianco e nero con la speranza di farli diventare un film a colori" spiega la nota editoriale.
   

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