Nayt, "oggi c'è difficoltà a sentirsi parte di una collettività"
ANSA - Cultura

Nayt, "oggi c'è difficoltà a sentirsi parte di una collettività"

Venerdì 20 marzo 2026
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Dopo la felice esperienza a Sanremo esce l'album "io Individuo". A novembre nei palasport

Il sesto posto nella classifica finale del festival di Sanremo ha confermato nayt come uno degli artisti più apprezzati e introspettivi della sua generazione. Un risultato che non era scontato, ma che invece ha premiato la scelta di non snaturarsi e di mostrare all'Ariston quello che è.
    "Sono soddisfatto di essere riuscito a portare la mia musica e la mia poetica, senza per questo essere penalizzato a livello di apprezzamento e riscontro, a prescindere dai gusti personali.
    Non penso che un pezzo così complesso come Prima che abbia mai ricevuto un risconto così", racconta il rapper presentando il suo nuovo album, il decimo della carriera, dal titolo "io Individuo", in uscita domani. Una i minuscola e una maiuscola, a sottolineare i vari aspetti che vanno a costituire l'identità di un individuo, con le sue diverse sfaccettature.
    Nei 13 pezzi che compongono il nuovo lavoro - arrivato a un anno e mezzo di distanza da Lettera Q - il focus è sull'individuo nella società, con le sue contraddizioni e i suoi limiti. "Mentre scrivevo il disco, mi sono reso conto che la parola individuo tornava e rispondeva alla difficoltà che abbiamo oggi di riuscire a sentirsi parte di una collettività - spiega il rapper romano -. Il disco pone domanda esistenziale: come si fa a stare insieme e soprattutto a restare insieme? E risponde affrontando vari tipi di relazione: affettive, amicali, professionali, familiari. Il senso di tutto è il rapporto con gli altri e il mettersi in discussioni ogni giorno, alla ricerca di un dialogo. Senza giudizio, perché non ne metto mai all'interno di quello che scrivo". Si parla anche dell'universo femminile, che il rap ha spesso ha maltrattato. "Se il rap ha problema nel raccontare le donne? Credo che sia la società ad avere un problema in come racconta le donne", è la risposta tranchant di nayt.
    L'album - che vede anche una collaborazione con Elisa in Stupido Pensiero, "un'esperienza incredibile, ha dato al disco qualcosa che mancava. Lei è una maestra di vita e di musica" - si apre con la prima frase di Scrivendo, "Alla ricerca di uno scopo, viaggio scomodo", e si chiude con "Ok, riprova", ultime parole della traccia "Contraddizioni - Interludio": due pezzi complementari, che vanno quasi a creare un loop, in cui l'inizio e la fine si sovrappongono, perché non c'è un'unica soluzione possibile, ma solo una riflessione che apre a un dialogo e, in questo modo, a una prospettiva diversa.
    Unendo urban e cantautorato, nayt riesce a rimanere sempre coerente con se stesso, ma andando oltre i confini di entrambi i generi, in una continua ricerca di cui anche io Individuo è un'espressione. "Sono sempre alla ricerca", sottolinea il 31enne, che considera la sua generazione "un ponte tra quelli nati con il cellulare in mano e i nostri genitori che si sono ritrovati nel digitale da adulti. anche se siamo nel limbo di capire chi siamo in quest'Italia dove a volte è un lusso poter rimanere". "Forse non so neanche io cosa sto cercando. Di certo rispetto all'album Raptus, uscito undici anni fa, ho una maturità maggiore, come è fisiologico che sia. Maggior consapevolezza delle risorse che ho come persona e come uomo, ho sviluppato una tecnica di espressione più complessa ma allo stesso tempo più fruibile. Ogni album però pone dei punti interrogativi".
    A novembre 2026 nayt sarà protagonista di Noi Individui Tour nei palasport per cinque appuntamenti: il 3 novembre Bari, il 5 novembre Padova, il 7 novembre Milano, il 9 novembre Roma e l'11 novembre a Napoli. E non c'è contraddizione con la sua voglia di stare allo steso livello dei suoi fan. "Ho sempre detto che non mi piace fare foto e che preferisco parlare con la gente. Perché non mi piace che l'artista sia un pupazzo, simbolo di successo solo perché sono famoso. Preferisco guardare le persone in faccia e fare domande. Tutto ciò lo costruiamo insieme: io senza pubblico non andrei da nessuna parte. Non devo niente al pubblico e il pubblico niente a me. È uno scambio. Il palasport non è un piedistallo sul quale mettermi io, ma sul quale mettere la mia musica, che è sempre al primo posto".
   

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