Capodimonte, i visitatori scoprono i segreti di una bottega d'arte del '400
Schmidt: 'La ricerca nel cuore del museo'. Team incontra il pubblico
Ricerca e tecnologia al museo, sotto gli occhi dei visitatori: si potranno scoprire a Capodimonte i segreti 'Nella bottega di Colantonio', la più celebre della Napoli nel primo '400, che attirò nella capitale del Regno anche il giovane Antonello da Messina.
Dal 23 al 27 marzo, 'Officina Capodimonte' apre un 'cantiere diagnostico' di fronte al dipinto del 'San Girolamo nello studio'. Sarà possibile indagare sia la tavolozza, che il processo compositivo, le modifiche in corso d'opera e quindi le finiture di uno dei dipinti centrali per lo studio dell'introduzione in Italia della pittura a olio. Sono pochissime le opere certe di Colantonio (attivo a Napoli dal 1440 al 1460 circa), figura chiave del Rinascimento meridionale.
Martedì 24 e giovedì 26 marzo alle h.11,00 il team incontrerà i visitatori (sale 67 e 68) "Officina Capodimonte - ricorda il direttore del Museo e Real Bosco di Capodimonte, Eike Schmidt - porta la ricerca nel cuore del Museo, di fronte all'opera, per entrare nel vivo della tecnica artistica. Un racconto che comincia da Colantonio proprio per sottolineare l'importanza della pittura meridionale del '400 e in particolare di questo caposcuola". La tavola con il San Girolamo faceva parte insieme al 'San Francesco consegna la regola' di un unico polittico nella chiesa di San Lorenzo a Napoli completato da due serie di tavolette con Beati francescani.
"Un laboratorio dentro al museo - dichiara Costanza Miliani del Consiglio Nazionale delle Ricerche che ha sviluppato lo scanner -non è solo una questione logistica: è una scelta scientifica e culturale". L'iniziativa va a completare uno studio condotto all'interno di un Progetto di Ricerca di Interesse Nazionale che coinvolge Università Vanvitelli, Cnr-Ispc, Istituto Nazionale di Fisica nucleare insieme a curatori e restauratori del museo.
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