Scoperto in Egitto un monastero copto del V secolo
ANSA - Cultura

Scoperto in Egitto un monastero copto del V secolo

Lunedì 23 marzo 2026
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Tra i più antichi mai portati alla luce, con affreschi e resti di vita monastica

Un edificio risalente agli albori del monachesimo copto nel V secolo dopo Cristo è stato scoperto in Egitto, nella regione di Qalaya, Governatorato di Beheira, da una missione archeologica egiziana del Consiglio Supremo delle Antichità.
    Si ritiene che si tratti di una delle testimonianze più antiche del monachesimo copto, e che durante il primo periodo fungesse anche da locanda. Gli scavi hanno rivelato diversi elementi architettonici aggiunti all'edificio in epoche storiche successive, dimostrandone l'evoluzione nel corso dei secoli.
    Le decorazioni e i dipinti scoperti gettano luce sulla natura della vita monastica e sullo sviluppo dell'arte nelle sue fasi iniziali, da un ascetismo più marcato a forme di vita comunitaria, culminando in edifici dedicati all'accoglienza dei visitatori, siano essi monaci anziani, novizi o altri ospiti.
    L'edificio comprende 13 stanze multifunzionali, tra cui alloggi individuali e comuni per i monaci. Stanze spaziose, divise da portici, che includono anche aree di servizio come una cucina e dei magazzini. Nella parte settentrionale dell'edificio è stata riportata alla luce un'ampia sala, caratterizzata da elementi architettonici distintivi, tra cui piattaforme in pietra decorate con motivi floreali, probabilmente utilizzate per accogliere e servire i visitatori. L'edificio comprende anche una nicchia di preghiera centrale, con un'abside di fronte alla parete orientale, preceduta da una croce in pietra calcarea. L'asse dell'edificio è orientato nord-sud.
    Interessanti gli affreschi, alcuni incompiuti raffiguranti figure monastiche, identificate dai loro abiti, nonché vari motivi floreali, tra cui un intreccio rosso, bianco e nero e un fiore a otto petali. Tra tutti spicca un raffinato affresco raffigurante due gazzelle circondate da motivi floreali, che testimonia la ricchezza dell'espressione simbolica nell'antica arte copta. La missione ha inoltre portato alla luce una colonna di marmo completa, lunga due metri, oltre a capitelli e basi, vasi in ceramica e un gran numero di frammenti di terracotta.
    Alcuni di questi frammenti presentano motivi floreali e geometrici, mentre altri recano iscrizioni in caratteri copti. All'interno di una delle camere sono state rinvenute anche ossa di uccelli e animali, insieme a diverse conchiglie di ostriche, a testimonianza delle attività quotidiane e del consumo di cibo nel sito.
    Tra i ritrovamenti più significativi spicca una lastra rettangolare di calcare scoperta all'ingresso di una delle camere. Su di essa è presente un'iscrizione in copto, probabilmente una lapide. Una traduzione preliminare indica la morte di una persona di nome "Aba Kir ibn Shenouda", confermando così la presenza di un'attività umana continua nel sito durante i periodi di prosperità monastica nella regione.
    La missione ha iniziato gli scavi nel sito nel 2023. Scoperti anche diversi edifici di servizio e annessi associati a queste strutture, oltre a una collezione di ceramiche utilizzate per la preparazione del cibo e la conservazione di cereali e liquidi.
   
   

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