Ecco la Biennale di teatro, danza e musica, in scena 470 artisti
ANSA - Cultura

Ecco la Biennale di teatro, danza e musica, in scena 470 artisti

Lunedì 23 marzo 2026
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Il presidente Buttafuoco, 'è la realtà a dettare l'agenda'

(di Riccardo Rimondi) Tre programmi per un totale di 470 artisti e 158 appuntamenti. La Biennale di Venezia ha presentato oggi i Festival internazionali delle arti dal vivo: Teatro, Danza contemporanea e Musica contemporanea. Il primo a salire sul palcoscenico sarà, dal 7 al 21 giugno, il teatro con Alter Native, la rassegna curata da Willem Dafoe, che spiega così il titolo: "L'idea è quella di pensare ad Alter come a un cambiamento e Native come alla propria natura. Oppure Alter come altro e Native come la cultura di provenienza". Tra i protagonisti il greco Christos Stergioglou, il Leone d'argento Mario Banushi, il giapponese Satoshi Miyagi e la compagnia indonesiana Bumi Purnati. Oltre all'italiana Emma Dante, Leone d'oro alla carriera, che qui presenterà in prima assoluta I fantasmi di Basile.
    Dal 17 luglio all'11 agosto sarà poi il momento del 20/o Festival internazionale di Danza contemporanea, diretto da Wayne McGregor. Già dal titolo, Time Does Not Exist, emerge come la rassegna si ispiri alle teorie del fisico Carlo Rovelli, richiamando le quali, spiega il presidente della Biennale Pietrangelo Buttafuoco, il coreografo "ci invita a mettere in discussione la concezione lineare e uniforme del tempo, poiché esso è, come suggerisce la fisica moderna, una relazione tra eventi. E allora anche la danza, che vive nel tempo, diventa un luogo privilegiato per esplorare questa complessità".
    In autunno, dal 10 al 24 ottobre, si svolgerà il programma del Festival di Musica contemporanea, A Child of Sound, a richiamare, sottolinea ancora Buttafuoco, "un ritorno all'origine" per rispondere a una domanda: "Qual è il primo suono della nostra memoria, possiamo trovarci nella dimensione di ascolto puro, quello dell'infanzia?".
    A Venezia, nei prossimi mesi, ci saranno artisti di tutto il mondo. Anche da Paesi in guerra tra loro: il coreografo israeliano Emanuel Gat, il musicista iraniano Mohammad Reza Mortazevi in dialogo con la musicista e vocalist americana Lyra Pramuk, il coreografo e ballerino libanese Omar Rajeh. Insomma, una Biennale aperta a tutti anche al di là delle recenti polemiche per il via libera al padiglione della Russia.
    "È sempre stato così. Penso che il ruolo della Biennale sia quello di riunire voci diverse all'interno della comunità", commenta McGregor. "Questo - ha aggiunto - è lo scopo dell'arte, non intrattenere ma provocare, e trasportarci in quello che è sconosciuto. E le grandi istituzioni devono essere pronte a farlo". Una posizione che ha trovato l'apprezzamento della direttrice artistica della Biennale Musica, Caterina Barbieri: "Non potevo esprimere meglio il concetto".
    Dal canto suo Buttafuoco, impegnato in un braccio di ferro col ministro della Cultura Alessandro Giuli e con l'Unione europea sulla presenza dei russi a Venezia, glissa sulla questione: "Ovviamente è la realtà a dettare l'agenda, a maggior ragione le locandine". D'altra parte, sottolinea il presidente della Biennale, guai a sottovalutare la centralità dell'arte: "L'arte non è decorazione, l'arte è l'espressione immediata, è ciò che ci consente di arrivare dritti al punto. Anticipa quel che verrà e, grazie all'arte, noi abbiamo la consapevolezza di avere un orizzonte universale, non certamente minuto, meschino e mediocre". 
   

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