La Bibbia e l'Europa, una storia a doppio filo
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La Bibbia e l'Europa, una storia a doppio filo

Martedì 24 marzo 2026
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Lo storico Vian ripercorre i viaggi, anche avventurosi, delle Scritture

Più che 'il libro dei libri' e un libro di libri: parliamo della Bibbia e dei suoi secoli di storia fatti di viaggi, traduzioni, interpretazioni. E in questo contesto l'Europa ha un ruolo di primo piano. Lo scrive Giovanni Maria Vian, storico, già professore ordinario di Filologia patristica alla Sapienza di Roma, e conosciuto da tutti nel suo ruolo di direttore dell'Osservatore Romano che ha ricoperto dal 2007 al 2018. Nel suo ultimo libro, "Le vie delle Bibbie" (edizioni 'il Mulino') ripercorre i viaggi e la storia di questi testi che sono considerati sacri sia dai cristiani che dagli ebrei.
    "Senza la letteratura biblica che ha origine nell'antico Oriente e costituisce il fondamento religioso e culturale, in grandissima parte comune, dell'ebraismo e del cristianesimo, il continente europeo non sarebbe divenuto quello che è, nel bene e nel male. In uno scenario mondiale", premette Vian, facendo notare che, dall'arte alla letteratura, senza quei testi il vecchio continente oggi non sarebbe lo stesso. "Senza l'ispirazione dei testi biblici, molto diverso, o forse addirittura inesistente, sarebbe anche il panorama visuale dei paesi europei di antica tradizione cristiana. Basta pensare alle cattedrali francesi e inglesi", o anche alla stessa Roma che fin dal medioevo è meta di pellegrinaggi. L'Europa - rimarca l'autore - è una "realtà storicamente incomprensibile senza la Bibbia" Il libro, che è una ricerca certosina ma tradotta in un linguaggio accessibile a tutti, ripercorre i viaggi di questa "piccola biblioteca", come definisce la Bibbia lo stesso Vian, dalla Galilea a San Pietroburgo, dalla Valle del Nilo a Oxford, da Roma a Betlemme, per citare alcuni dei percorsi che hanno fatto testi sacri e manoscritti in ventitré secoli di storia. E da questi viaggi emerge anche quanto "ebrei e cristiani abbiano in comune. E' moltissimo - sottolinea il direttore emerito dell'Osservatore Romano - nonostante una storia quasi bimillenaria di competizione, diffidenze, ostilità, persecuzioni, influenze reciproche".
    Il libro racconta tante storie non conosciute al grande pubblico, come quelle dei personaggi che hanno scoperto o acquisito i manoscritti. Tra questi spiccano "per tenacia e passione", scrive Vian, tre donne: le gemelle scozzesi Agnes e Margaret Smith, scopritrici del codice Siro Sinaitico, e la svizzera Odile Bongard, strettissima collaboratrice del collezionista Martin Bodmer, tra i più ricchi mecenati del XX secolo.
   

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