Zahi Hawass rockstar a Roma, 'nel 2026 sveleremo i segreti della Grande Piramide'
Tra battute e fact checking, l'egittologo racconta scoperte e studi in corso
"Ho iniziato a vent'anni e tra qualche mese ne compio settantanove. A volte credo di essere anch'io un faraone". L'egittologo di fama mondiale Zahi Hawass comincia con una battuta la sua lectio magistralis di ieri sera al Teatro Argentina, nata per celebrare la mostra Tesori dei Faraoni alle Scuderie del Quirinale, che è stata prorogata fino al 14 giugno.
L'archeologo è arrivato sul palco romano come se fosse una rockstar, accolto da Roberto Giacobbo e da un tripudio di applausi. Poi, per un'ora, ha parlato di tutto il suo lavoro, rimarcando pure l'importanza delle sue rivelazioni: "ancora oggi c'è chi pensa che gli alieni abbiano costruito le piramidi", ricorda, "ma invece non erano nemmeno schiavi". E attacca: "di recente due italiani hanno scritto di aver trovato delle strutture cilindriche sotto la piramide di Chefren". Mostra il rendering 3D per il pubblico. "È completamente sbagliato - accusa -, non capisco perché non abbiano consultato un egittologo". Per rendere più accessibile la verità sulla storia d'Egitto, dice, "ho ospitato lo youtuber MrBeast. Ho pensato che fosse una buona opportunità per far vedere alle nuove generazioni come stanno davvero le cose".
Poi, il suo racconto continua in un susseguirsi di suggestioni. Hawass narra di come ha scoperto il "grande vuoto" dentro la Piramide di Cheope, la storia degli scavi a Saqqara, dell'Egyptian Mummy Project (che usa la TAC e altre tecniche moderne per analizzare le mummie) e degli studi genetici per ricostruire gli alberi genealogici, fino al ritrovamento della Lost Golden City a Luxor. Soprattutto, parla di tutto ciò che ancora si sta cercando dentro e fuori dalle piramidi. "Presto troveremo la tomba di Imhotep", prevede. E, poi, annuncia che "questo sarà l'anno in cui sveleremo i segreti della Grande Piramide". Senza dimenticare che "tra un mese annuncerò chi è questo ragazzino", e mostra la foto di una mummia su cui si stanno facendo test. Ma, comunque, "spero di ricevere anche adesso una chiamata in cui mi dicono di aver trovato la tomba di Nefertiti, sarebbe la telefonata più importante della mia vita".
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