'Come gli Uccelli', una storia d'amore e di guerra che rivive a teatro
ANSA - Cultura

'Come gli Uccelli', una storia d'amore e di guerra che rivive a teatro

Martedì 24 marzo 2026
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A Cagliari e Sassari per Cedac lo spettacolo di Wajdi Mouawad

Una storia d'amore e di guerra: "Come gli Uccelli" di Wajdi Mouawad, nella prima versione italiana firmata da Il Mulino di Amleto (Premio Ubu 2024 per il miglior testo straniero) è in cartellone a Cagliari e Sassari per La Grande Prosa Cedac. Dal 25 al 29 marzo al Teatro Massimo (mercoledì, giovedì e venerdì alle 20.30 - sabato alle 19.30 - domenica alle 19 - venerdì 27 marzo doppia recita, con la pomeridiana alle 16) e il 31 alle 20.30 al Teatro Comunale.
    Racconta l'incontro tra Eitan e Wahida, due giovani di origini rispettivamente israeliane e palestinesi, in una biblioteca di New York e la nascita di un sentimento che li spinge a progettare una vita insieme, a dispetto della storia delle loro famiglie, della cultura e delle tradizioni come dell'odio che continua a dividere le due nazioni. Ma il destino è in agguato e durante un viaggio nel Vicino Oriente, Eitan, vittima di un attentato, entra in coma: mentre Wahida veglia accanto al suo letto in ospedale, in attesa di sapere se si risveglierà, sorge il problema di avvisare i genitori - David e Norah - come la nonna Leah, che vive in Israele, e suo marito Etgar, da cui la vecchia signora è separata da anni. Il lungo sonno di Eitan servirà ai suoi familiari per fare i conti davvero con il loro passato e con i segreti custoditi in silenzio, per troppo tempo.
    "La scelta di lavorare a 'Tous des oiseaux - Come gli uccelli', risale a molto tempo fa per noi del Mulino di Amleto.
    Da più di due anni abbiamo abbracciato un testo attraverso il quale Wajdi Mouawad ci sembra voglia ricordare che il Teatro può essere il luogo e l'occasione per creare spazi dove i 'nemici' possano ancora dialogare e far sentire insieme una voce, anche se infinitamente piccola, che non è quella dell'odio - spiegano il regista Marco Lorenzi e l'attrice Barbara Mazzi - insistiamo a credere che grazie a capolavori come quelli di Mouawad, il Teatro sia ancora l'unico luogo dove le assurdità della Storia possono essere rappresentate, per discuterle insieme, perché pensiamo - forse utopisticamente - che non si debbano più ripetere. Le vogliamo sul palco per cercare di comprenderle in ogni loro sfumatura, soprattutto attraverso le antinomie presenti negli esseri umani, attraverso le loro paure e speranze".
   

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