'Metamorphoses', l'arte di Wu Jian'an tra classicismo e taoismo
ANSA - Cultura

'Metamorphoses', l'arte di Wu Jian'an tra classicismo e taoismo

Martedì 24 marzo 2026
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Cuoio e vetro, la trasformazione della materia al Museo Nazionale Romano

"La mostra 'Metamorphoses' nasce dall'incontro di due culture, quella cinese e quella occidentale, che l'artista Wu Jian'an ha riunito realizzando opere di grande impatto e di grandi dimensioni, basate sulla ricerca di studi letterari e mitologici e accompagnate da una meticolosa ricerca di tecniche artigianali tradizionali". Sono le parole di Umberto Croppi, curatore della mostra 'Metamorphoses', che il Museo Nazionale Romano ospita dal 25 marzo al 17 maggio. "La mostra è allestita nelle antiche terme romane - prosegue il curatore - che l'artista ha subito apprezzato per le dimensioni e per il suo significato di luogo dove avvengono trasformazioni e dove le sepolture richiamano il concetto di vita e mutazione; insomma un luogo coerente con la sua ricerca artistica". L'esposizione, allestita nelle Aule X e XI-XIbis delle Terme di Diocleziano, raccoglie opere in pelle traslucida e sculture in vetro, realizzate con estrema precisione e ci accompagna in un viaggio immersivo attraverso i diversi materiali e le tecniche di innovazione materica che definiscono l'arte di Wu Jian'an: dal vetro di Murano alle opere contemporanee monumentali ereditate dalle tradizioni artistiche cinesi, utilizzando il cuoio e la carta, finemente lavorate, con il ritaglio e il collage. Le opere in pelle, 360 sculture intagliate in un'unica installazione, creano composizioni stratificate che mutano al variare delle condizioni di luce; così come le sculture in vetro catturano momenti di trasformazione in una forma trasparente. Entrambe le serie testimoniano la maestria tecnica di Wu, mettendola al servizio di una visione artistica più ampia, una meditazione sul concetto di trasformazione, attingendo alla classicità di autori come Ovidio, al principio di cambiamento perpetuo e alla filosofia cinese fondata sul concetto del Tao, che promuove l'armonia, creando un dialogo tra tradizioni orientali e occidentali.
    L'artista attinge con sensibilità sia alla mitologia classica romana sia alle tradizioni filosofiche orientali: Wu non contrappone le due visioni ma ne crea una sintesi che parla alle esperienze contemporanee di mutamento e continuità.
   

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