Gino Paoli, il tempo dei poeti e la scuola genovese
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Gino Paoli, il tempo dei poeti e la scuola genovese

Martedì 24 marzo 2026
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Ivano Fossati, 'era una grande e una persona splendida'. Alfa, 'per noi un riferimento'

 Una generazione di grandi talenti che si incontrava nel quartiere della Foce di Genova e scriveva testi e armonie innovative in una città che a fine degli anni Cinquanta e inizio anni Sessanta era un punto d'arrivo della musica d'importazione, dal jazz allo swing, a quella d'oltralpe di Brassens e Brel. Faceva parte della cosiddetta 'scuola genovese' Gino Paoli morto oggi a 91 anni che con Bruno Lauzi, Luigi Tenco, Fabrizio De Andrè, Umberto Bindi e i fratelli Gian Franco e Gian Piero Reverberi formava una 'comune artistica' ante litteram che ha rivoluzionato il cantautorato italiano.
    "Era una persona splendida, un grande". E' il commento di Ivano Fossati alla notizia della scomparsa del decano dei cantautori genovesi, l'ultimo rappresentante della cosiddetta "scuola dei cantautori" che, in realtà, "scuola" non è mai stata perché De Andrè, Lauzi, Paoli, Tenco erano "battitori liberi", ognuno per la propria strada, anche se legati da amicizia e ancorati a una città di cui erano figli, in alcuni casi adottivi in altri naturali.
    "Gino Paoli - ha detto Davide Livermore, regista e direttore del Teatro Nazionale di Genova - ha creato un tempo, quello dei poeti: scrivevano canzoni attenti più alla poesia che al look.
    Si curava, allora, molto l'anima e lui attraverso le sue canzoni me l'ha educata. La canzone cui sono più affezionato? "Sassi".
    E' attraverso questa che ho conosciuto il mare d'inverno: quei sassi consumati dalle onde li puoi conoscere solo se conosci davvero il mare, se lo abiti tutto l'anno, se sei genovese".
    "Nel 2004 - ricorda Francesco De Nicola, saggista, già docente di letteratura all'Università di Genova - avevo fatto con Bruno Lauzi un cd su Genova con canzoni e poesie, queste lette non da attori ma da personaggi diversi. "L'ascensore" di Caproni fu affidata proprio a Gino Paoli e di tanti attori che l'avevano letta prima Paoli era stato il più coinvolgente, soprattutto nel rendere l'immagine del figlio abbracciato alla madre sulla ringhiera vicina all'ascensore guardando Genova dalla spianata di Castelletto".
    "Con la scomparsa di Gino Paoli se ne va un pezzo di Genova, ma anche un pezzo di tutti noi. Per noi che veniamo da Genova è sempre stato molto più di un artista: un punto di riferimento, una voce che ci ha accompagnati crescendo, un esempio raro di autenticità e longevità", ha commentato il giovane artista genovese Alfa. Mentre Olly, anche lui giovane artista del capoluogo ligure che ha vinto Sanremo lo scorso anno, posta un ricordo su Instagram: un cuore su sfondo nero e le inconfondibili note de Il cielo in una stanza.

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