L'eredità digitale di Michela Murgia raccolta in Zephorum, pagina unica e indipendente
Giammei: "E' importante preservare il destino dei suoi post"
È stata raccolta in Zephorum, pagina unica e indipendente, aperta a tutte e tutti, l'eredità digitale dei profili social di Michela Murgia. Lo annuncia Alessandro Giammei, curatore dell'opera della scrittrice morta nel 2023 e membro della famiglia.
"Abbiamo deciso, in quanto eredi della sua opera, di ricorrere a un diritto garantito a cittadine e cittadini d'Europa: quello a reclamare l'eredità digitale. È stato possibile grazie alle competenze legali e tecniche di una compagnia sarda di respiro internazionale, una delle pochissime startup d'innovazione tecnologica in Italia a essere guidata da una donna: Zephorum" spiega Giammei.
"Con lungo e paziente lavoro, Zephorum ha organizzato la massa di dati che abbiamo scaricato dai social media di Michela in una pagina-mausoleo pubblica: https://www.michelamurgia.zephorum.com/ . A questo indirizzo si possono ora trovare tutti i post di Instagram, Facebook e YouTube di Michela, consultabili in modo razionale (attraverso l'ordine cronologico, la selezione di una data e una barra di ricerca) in barba ai trucchi sempre più confusionari degli algoritmi. Sono esclusi naturalmente i messaggi privati e i commenti altrui, ma le parole, le immagini e i video resi pubblici sui suoi profili da Michela nel corso degli anni sono ora ordinatamente consultabili in un ambiente digitale autonomo, indipendente come lei, al sicuro dalle scelte di chi controlla i social media in questa inquietante stagione politica" viene sottolineato in una nota.
Gli eredi ricordano che "Michela Murgia ha sempre avuto una forte presenza su Internet. Il suo primo libro è nato da un blog, il suo sito personale ha lanciato le sue idee prima che raggiungessero le prime pagine dei giornali, il suo attivismo per la filiera del libro, per l'indipendentismo sardo e contro il femminicidio si è articolato in forum, portali e pagine online che spesso creava e gestiva lei stessa. Poi sono arrivati i social media, e Michela ne è stata un'interprete astuta e innovativa. È stata tra le prime (se non la prima in assoluto) a lanciare un proprio romanzo su Facebook, e attraverso Facebook ha organizzato comunità e risposto agli attacchi che subiva da politici al governo. Su YouTube ha conversato per ore con Chiara Valerio nella serie Buon Vicinato. E su Instagram ha raggiunto centinaia di migliaia di persone con la sua 'Rassegna stampa sessista', con lucidi interventi sull'attualità e sulla letteratura, con il racconto politico della sua malattia".
La scrittrice ha lasciato dunque un grande archivio di scritti, immagini e video sulle piattaforme che ha frequentato di più. "Quelle piattaforme però cambiano vertiginosamente e, da quando Michela è morta, sembrano sempre di più cambiare per il peggio. Oligarchi miliardari dall'oscura agenda politica le comprano per trasformarle in megafoni di propaganda, ne smantellano i meccanismi di fact-checking, le mettono al servizio di governi autoritari e polizie di frontiera. Non sappiamo cosa Michela Murgia direbbe e farebbe in questo panorama. Sappiamo però che è importante preservare il destino dei suoi post, che non appartengono alle piattaforme su cui li ha pubblicati ma alla sua eredità, condivisa tra lettrici e lettori in tutto il mondo".
Zephorum "è un luogo digitale di commemorazione, ma Michela - spiega Giammei - non amava i fiori recisi. Preferiva i carciofi, e dunque gli sviluppatori di Zephorum (in particolare Alessandro Giovagnoli e Andrea Scanu) hanno reso possibile ai visitatori registrati una reazione personalizzata: il carciofo appunto, nobile ortaggio che rimpiazza i 'mi piace' cui siamo sempre più dipendenti sui social media. Sarà inoltre possibile richiedere, per chi fa ricerca, ulteriori informazioni sull'eredità digitale di Michela Murgia attraverso un modulo facilmente accessibile".
L'eredità digitale pubblica di Michela Murgia rimarrà su Zephorum "per continuare ad ispirare cambiamenti, lotte, letture e studi. Ci auguriamo che questo passo ispiri tutte e tutti anche a prendersi cura della propria eredità digitale e di quella dei propri cari" è l'auspicio degli eredi.
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