Edgar Morin, la speranza in una nuova alba per la nostra Europa
Chiave d'Europa al filosofo francese e a Mauro Ceruti
''Ringrazio di cuore Raffaela e Roberto, la giuria e il Comune di Ventotene per questo premio, che mi onora enormemente. Mi dispiace di non poter essere a Roma con voi. Ma la vostra amicizia mi incoraggia a rinnovare i miei pensieri e la speranza in una nuova alba per la nostra Europa, nello spirito profetico di Ventotene''. Così Edgar Morin, in un messaggio a Rizzo e Sommella, ricevendo "La chiave d'Europa", in una mattinata tra ''pensiero e nuove generazioni'', in dialogo con gli studenti al Liceo Mamiani.
L'occasione era appunto il conferimento del Premio "La chiave d'Europa 2026" a Edgar Morin e Mauro Ceruti, per il quale l'associazione "La Nuova Europa" ha promosso una riflessione pubblica sul significato attuale del progetto europeo, riaffermandone la dimensione culturale, educativa e civile quale fondamento imprescindibile per affrontare le trasformazioni del presente. Il riconoscimento attribuito a due tra le più autorevoli voci del pensiero contemporaneo richiama con forza la necessità di interpretare la complessità del nostro tempo attraverso categorie capaci di connettere saperi, esperienze e responsabilità, superando approcci riduzionistici e visioni frammentate.
L'incontro, che ha concluso il progetto "La Scuola d'Europa", ha rappresentato un momento di sintesi e rilancio del dialogo tra pensiero europeo e nuove generazioni, confermando come l'Europa emerga non soltanto quale costruzione istituzionale, ma come spazio dinamico di relazioni, valori e pratiche condivise, che trova nella formazione degli studenti uno dei suoi snodi più decisivi. Il coinvolgimento attivo del mondo della scuola diventa, quindi, un elemento qualificante dell'iniziativa, nella convinzione che il futuro dell'Unione si giochi anche nella capacità di stimolare pensiero critico, consapevolezza e partecipazione.
Nel corso dell'evento, il Presidente dell'associazione, Roberto Sommella, ha sottolineato come filosofia, cultura e storia costituiscano da sempre il fondamento del processo di integrazione europea, evidenziando la necessità di recuperare tali radici per orientare le scelte presenti. Il filosofo Mauro Ceruti ha richiamato il ruolo decisivo del pensiero europeo quale antidoto ai momenti più critici attraversati dal continente, ricordando come il patrimonio culturale condiviso abbia rappresentato nel tempo uno strumento essenziale di resilienza e ricostruzione. In una prospettiva complementare, Piero Graglia ha evidenziato l'attualità di alcuni postulati elaborati da Altiero Spinelli, soffermandosi in particolare su la centralità dell'azione dell'Unione europea in ambiti strategici quali la sicurezza e la difesa, anche rispetto a quegli Stati che, in altri settori, tendono a rivendicare maggiori margini di autonomia.
Il premio, consegnato a Ceruti da Raffaella Rizzo, ha suggellato simbolicamente il valore dell'iniziativa e il legame tra riflessione e impegno dell'associazione. "La chiave d'Europa", da anni, si configura come uno spazio di incontro tra generazioni e visioni, capace di rilanciare il ruolo della cultura quale infrastruttura essenziale della cittadinanza europea e di promuovere una rinnovata consapevolezza del valore dell'integrazione come processo in divenire, fondato su responsabilità, conoscenza e apertura.
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