Capodimonte Diffuso, il 'Trittico Eucaristico' si riunirà in Duomo Pozzuoli
Con le due tele Beltrano ritrovate nei depositi museo ora in restauro
'Capodimonte diffuso' parte dal territorio Flegreo: sarà ricomposto il seicentesco Trittico Eucaristico di Agostino Beltrano nel Duomo di Pozzuoli. Le due tele con Melchisedek nell'atto di offrire pane e vino e il re Davide in trono, ritrovate nei depositi del museo nel 2022 sono già in restauro mentre la monumentale Ultima cena attualmente nella sacrestia della cattedrale le raggiunerà in laboratorio a maggio "Capodimonte, principale pinacoteca del mezzogiorno, seconda in Italia per importanza dopo gli Uffizi, vuole dialogare sempre più con il territorio in particolare contribuendo con il patrimonio dei propri depositi a scrivere la storia dell'arte in Campania attraverso, restauri, restituzioni ed esposizioni anche di lungo periodo - annuncia Eike Schmidt, direttore del Museo e Real Bosco di Capodimonte - Particolarmente significativa, poiché si collega alla valorizzazione del territorio flegreo, è la prima collaborazione di questo nuovo programma con la Diocesi di Pozzuoli per questo storico riallestimento". Il ciclo fu commissionato per la cappella del Santissimo Sacramento del Duomo di Pozzuoli da fra Martín de León y Cárdenas, vescovo dal 1631 al 1650. Le due tele identificate dal professor Giuseppe Porzio, dell'Università L'Orientale, erano unicamente registrate nell'inventario Causa avviato intorno al 1970. Restano ancora oggetto di studio archivistico le modalità con cui le due opere sono giunte a Capodimonte: non è infatti chiaro se il trasferimento sia avvenuto prima o dopo l'incendio del 1964 che devastò il Duomo. Nel complesso puteolano il trittico tornerà accanto alle opere di Massimo Stanzione (di cui fu stretto collaboratore Beltrano, marito della pittrice Diana Di Rosa) Artemisia Gentileschi e Giovanni Lanfranco. Il complesso restauro, sostenuto dalla Diocesi di Pozzuoli, grazie al contributo dei fondi 8xMille alla Chiesa Cattolica è a cura dello Studio Ermes di Iriana Suprina.
"Seguiremo con attenzione e con cura tutto il processo di restauro del trittico originario che restituirà una ricchezza pittorica adesso non più leggibile" dichiara Paola Ricciardi, soprintendente Archeologia Belle Arti e Paesaggio per l'Area Metropolitana di Napoli. Per Carlo Villano, vescovo di Pozzuoli e di Ischia "questo recupero costituisce un segno di speranza per il nostro territorio flegreo, che nonostante il bradisismo, desidera riappropriarsi della propria vita, ripartendo sempre e di nuovo dalla bellezza dei suoi luoghi e della sua storia.
Unendo le forze si possono realizzare grandi cose, che non solo promuovono il bene della società, ma danno testimonianza di come si diventa comunità."
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