La maledizione di Tutankhamon? 'Tutta colpa di un giornalista'
ANSA - Cultura

La maledizione di Tutankhamon? 'Tutta colpa di un giornalista'

Sabato 28 marzo 2026
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In una lettera venduta all'asta le accuse dello scopritore della tomba

(di Alessandra Baldini) La maledizione di Tutankhamon? Tutta colpa di un giornalista: questa almeno l'opinione di Howard Carter, l'archeologo britannico che nel 1922 scoprì la tomba del faraone. In una lettera di tre pagine, che rivela forti tensioni nate in seguito alla scoperta, Carter accusa il reporter Arthur Weigall di aver inventato il mito dopo essere stato escluso dalla copertura esclusiva della scoperta. La lettera è stata venduta all'asta la scorsa settimana per 16.643 dollari. Carter, che lavorava con la copertura finanziaria del mecenate George Herbert, il quinto conte di Carnavon progenitore della famiglia proprietaria di Downton Abbey, non dava molto credito al mito secondo cui chi disturba le mummie dei re dell'antico Egitto va incontro a una fine rapida e poco piacevole. L'archeologo attribuiva invece la diffusione della leggenda nei giornali di tutto il mondo a un solo, problematico giornalista: Weigall.
    Così, quando Weigall morì, Carter accolse la notizia con distacco, definendo il giornalista una "minaccia per l'archeologia", che cercava un effimero "eccitamento e divertimento a spese degli altri", in particolare dello stesso Carter. La lettera, inviata da Carter alla ricca mecenate greco-britannica Helen Ionides nel 1934, è stata battuta dalla casa d'aste di Boston RR Auctions. "Carter afferma chiaramente di ritenere che la storia della maledizione provenisse da Weigall e che non avesse alcun fondamento fattuale", ha detto Bobby Livingston, vicepresidente esecutivo di RR Auctions secondo cui, nella lettera, Carter è "insolitamente diretto". Datate Luxor, Egitto, le tre paginette offrono uno sguardo sulle trattative dietro le quinte che resero possibile la svolta archeologica di Carter. Per finanziare gli scavi, Lord Carnarvon diede al britannico Times l'esclusiva in cambio di 5.000 sterline (circa 600.000 dollari odierni), oltre al 75% dei profitti generati dalla storia di re Tutankhamon. Se da un lato questo accordo permise di sostenere i costi elevati del progetto, dall'altro suscitò l'ostilità dei giornalisti delle altre testate, tra questi Weigall, un egittologo che seguiva la vicenda per il Daily Mail.
    Escluso dagli aggiornamenti quotidiani di Carter nella Valle dei Re, Weigall iniziò a raccontare ai suoi lettori una versione sensazionalistica. "La 'Maledizione di Tutankhamon' è una sua invenzione", scrisse Carter alla Ionides. "Credo sia nata per risentimento — una sorta di vendetta — nei confronti del suo leale amico Lord Carnarvon, il quale, dato che Weigall si presentava esclusivamente come corrispondente del Daily Mail, fu costretto a trattarlo come gli altri giornalisti". Una mezza decina di persone legate allo scavo della tomba sono effettivamente morte negli anni immediatamente successivi alla scoperta, alimentando così il mito, ma la scienza ha successivamente fornito spiegazioni alternative. In particolare, la morte di Lord Carnarvon, avvenuta quattro mesi dopo l'apertura della tomba, è stata attribuita a un'infezione mal curata derivata dalla puntura di una zanzara. Altre persone coinvolte nella spedizione vissero ancora a lungo, incluso lo stesso Carter che sopravvisse fino al 1939 ben oltre qualsiasi presunta maledizione.
    A distanza di oltre un secolo tuttavia il fascino della storia resta intatto: un perfetto esempio di come l'incontro tra scoperta archeologica, media e immaginario occidentale abbiano potuto creare un mito globale ancora oggi irresistibile.
   

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