Andric penetra nell'intimità dell'Est quando ancora c'era il muro
ANSA - Cultura

Andric penetra nell'intimità dell'Est quando ancora c'era il muro

Lunedì 30 marzo 2026
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Bottega Errante ripubblica un libro di racconti del Premio Nobel

(di Francesco De Filippo) "LA DONNA SULLA PIETRA" DI IVO ANDRIC (Bottega Errante Edizioni; pp. 171; 18,00 euro) Solitudine, personalità represse per omologarsi ai costumi sociali o ai regimi; incomunicabilità. Sono le principali sfaccettature dei nove racconti che compongono il volume "La donna sulla pietra" dello scrittore bosniaco e premio Nobel per la letteratura Ivo Andric. Un volume che, dopo Zandonai nel 2011, viene oggi ripubblicato dalla casa editrice Bottega Errante per la traduzione di Alice Parmeggiani e con una postfazione dello scrittore e traduttore bosniaco, friulano d'adozione Bozidar Stanisic.
    In una prosa scarna e corretta, lucida senza ghirigori, Andric (1892-1975) occhieggia dietro le quinte del mondo dell'Est quando ancora quel pianeta era avvolto dal mistero. Nei racconti, scritti tra il 1934 e il 1964, Andric osserva e descrive la vita quotidiana domestica dall'esterno di una finestra o da un buco della serratura, dunque rivelando i veri pensieri che affliggono Alojz Ban ("La festa"), piccolo e non rispettato funzionario, "topolino" (soprannome tratto dal suo cognome) che un giorno all'anno, in occasione del suo onomastico, trova la forza, ubriacandosi, per immaginare di ribellarsi ai superiori, alle autorità religiose e civili, al mondo intero. Solo la moglie può soccorrerlo trascinandolo alla normalità al termine di un crescendo di follia che culmina con un inevitabile forte malessere fisico. Come in quella di Alojz, Andric penetra anche nell'intimità di Andrija Zerekovic ("La maltrattata"), imprenditore piccolo e brutto ma rispettato, che ha avuto la fortuna di sposare la bella Anika. Ma invece di essere placato dalle soddisfazioni che gli ha dato la vita, a casa la sera, nel privato, costringe la moglie ad ascoltare farneticanti esaltazioni di se stesso rivelandosi megalomane e represso. La vita di Anika ne esce frantumata, violata pur senza alcuna violenza fisica: donna silenziosa ma coraggiosa saprà ribellarsi alla sua situazione pur consapevole che pagherà un prezzo molto alto.
    Andric è attratto da piccoli gesti rivoluzionari, inattesi, folgori nel corso di una esistenza monotona e grigia. E' il caso anche del distinto professore che in "La passeggiata", d'improvviso e senza alcuna apparente ragione, interrompe il tran tran della sua vita inseguendo una giovane che incrocia per strada. La seguirà per chilometri, a piedi, di notte, fino a trovarsi in una situazione pericolosa.
    Andric non fu solo scrittore, anzi, il suo vero lavoro fu nella diplomazia, e ancora una targa lo ricorda a Trieste, su un edificio del centro, dove fu addetto al Regio Consolato del Regno di Jugoslavia nel 1922-23. Nel capoluogo giuliano ambientò inoltre quattro racconti Infine, il racconto che dà il titolo alla raccolta: "La donna sulla pietra". La bellissima Marta L., ex cantante d'opera adesso di mezz'età prende il sole su uno scoglio e in costume da bagno confronta il proprio corpo con quello degli altri bagnanti: inevitabile corre il pensiero alla vecchiaia, quel processo di sfaldamento che trasformando i corpi, modifica anche le modalità di pensiero e di relazione con il mondo.
   

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